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"Perché..." Perché sentiamo il bisogno di spiegare tutto troppo?

Elisabetta Rossi4 min di lettura
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"Perché..." Perché sentiamo il bisogno di spiegare tutto troppo? — Lifestyle
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Ti è mai capitato di aggiungere senza volerlo un "perché" alla fine delle tue frasi?

Come se un semplice “no” o un’opinione non bastassero, e dovessi subito difenderti davanti a una corte invisibile… Ma questa necessità di giustificare raramente nasce da un vero desiderio di comunicare, è piuttosto una strategia di sopravvivenza radicata che lentamente erode la tua autostima.

Quando i pensieri non ti lasciano dormire

Parlo per esperienza personale: il continuo rimuginare consuma un’energia incredibile. Dopo conversazioni difficili o riunioni stressanti, passavo giorni a rimuginare su cosa avevo detto, come ero apparso e cosa potesse pensare l’altro di me. A volte, mandavo messaggi per scusarmi, solo perché avevo il sospetto di essere stato frainteso.

Il nostro cervello entra in modalità emergenza e ci convince che se elenchiamo abbastanza ragioni logiche a favore della nostra posizione, potremo difenderci da critiche o giudizi negativi. Ma in realtà otteniamo l’effetto opposto: quando spieghiamo troppo una decisione o un sentimento legittimo, stiamo tradendo noi stessi.

La trappola dell’auto-svalutazione

È curioso notare come indeboliamo il peso delle nostre parole già prima di arrivare al punto. Aperture come “forse è una sciocchezza, ma...” sono in realtà una protezione contro giudizi negativi.

Segretamente speriamo che, svalutando noi stessi, l’altro non lo faccia.

Peccato che non funzioni così: studi e esperienze quotidiane mostrano che questo tipo di “attenuazione” riduce drasticamente la percezione di competenza e il rispetto che riceviamo.

Oggi spesso mi trovo dall’altra parte e vedo chiaramente quanto inutile fosse tutto quel tormento su “cosa pensano gli altri”. Sorprende scoprire che le cose per cui gli altri si scusavano con me lasciavano in me pochissime tracce.

A volte qualcuno mi contattava settimane dopo per un “errore sociale” e io rimanevo perplessa: non avevo idea di cosa stesse parlando. Quello che per loro era insonnia e senso di colpa per me era passato inosservato o superato in pochi secondi.

Ho capito che la maggior parte delle persone è impegnata nelle proprie battaglie, non nei nostri commenti casuali.

Donna con occhiali che parla al telefono

Apprezzo molto chi è attento e sa chiedere scusa, ma quando qualcuno spiega troppo il proprio “sbaglio”, capisco esattamente cosa sta succedendo dentro di lui. Per quanto lo rassicuri, continuerà a rimuginare se sono sincera con lui. Anche se dico con tutto il cuore “va davvero tutto bene, non pensarci”, vedo nei suoi occhi o nel tono dei messaggi che non ci crede.

Ha già costruito nella sua mente un’accusa contro se stesso, e il mio perdono lo interpreta solo come una cortese evasione o, peggio, come un segno di evitamento del conflitto. Questo genera solo altra tensione: invece di stare bene, io cerco di calmare la sua ansia, mentre lui mi osserva sospettoso.

È solo un’emozione, non una prova…

Un tempo pensavo di dover “dimostrare” anche i miei sentimenti, che non bastava dire “mi ha fatto male”. Dovevo sostenere con argomenti il mio diritto a essere ferita.

Questa reazione spesso nasce da ambienti dove i sentimenti dell’infanzia venivano razionalizzati o respinti.

Abbiamo imparato presto che i sentimenti da soli non bastano, contano solo le ragioni. Ma da adulti non devi più rendere le tue reazioni accettabili agli occhi degli altri – basta che tu le accetti. Se riesci a dire “sono delusa” o “questa situazione mi crea ansia” senza scusarti per il solo fatto di esistere, ti rafforzi ogni giorno.

Naturalmente non significa diventare insensibili. Una scusa sincera ha un potere enorme ed è uno dei segni più belli di rispetto. Ma c’è una grande differenza tra chiedere scusa con onestà e un’autoflagellazione senza fine. Se qualcuno si avvicina a te con buone intenzioni, capirà il tuo dispiacere in una sola frase e non si aspetterà che ti punisca per questo.

Ricorda anche che chi è in pace con se stesso non cerca difetti negli altri né vuole tenerli in colpa solo perché una situazione non è andata come immaginava. Questo è un segnale importante: se con qualcuno senti di non poter essere mai abbastanza te stesso e di dover pesare ogni parola, è meglio tenere le distanze...

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