Picúr
Mio fratello faceva uso di droghe ed è morto per overdose. Per mesi ho pianto, era la persona che amavo di più al mondo e non riuscivo a superare la sua perdita. Un giorno un amico mi ha chiamato per andare a prenderlo all’aeroporto. Al ritorno ho preso una strada diversa per evitare il traffico. Su un edificio c’era un enorme e coloratissimo graffito che ha catturato il mio sguardo. Tra tante forme colorate, in grandi lettere c’era scritto: «Non preoccuparti Picúr, sono ancora qui.» Era l’unico che lo chiamava Picúr.
La frase
Ad una festa aziendale si è avvicinata a me la moglie di un collega, che non conoscevo, e ha detto: «Peti, qui va tutto bene.» Sono rimasto a bocca aperta, lei ha scosso la testa confusa dicendo che non capiva, ma sentiva di dovermi dire proprio quella frase. Le ho raccontato che mio fratello prima di morire aveva detto che se là dove fosse andato fosse andato tutto bene, me lo avrebbe fatto sapere. Nessuno capiva perché ci siamo abbracciati così forte con quella donna.
Miri-815
Era il segno di mia sorella, o come si chiamava lei, per via di un videogioco o un cartone animato, non ricordo bene. Era malata e morì a otto anni. Quasi vent’anni dopo camminavo sulla spiaggia con la mia fidanzata e le parlavo di mia sorella, di quanto l’amassi, di quanto poco tempo avevamo passato insieme e speravo di incontrarla ancora dopo la mia morte. Poi sono rimasto paralizzato: sulla sabbia c’era scritto proprio Miri-815.

La piuma
Mia sorella era malata di cancro, molto grave. Avevamo deciso che dopo la sua morte mi avrebbe mandato un segno sotto forma di piuma per farmi sapere che stava bene. Avevamo anche concordato che sarei andato al concerto della sua band preferita e che lì mi avrebbe inviato il segno. Morì due settimane dopo. Il concerto era un mese e mezzo dopo, ci andai e aspettai la piuma, ma non arrivò. Tornai a casa e piansi deluso fino a dormire. La mattina mi svegliai sentendo mio marito imprecare in giardino. Uscì e trovò centinaia di piume bianchissime sul prato. Crollai a terra singhiozzando. Mio marito non aveva mai creduto nell’aldilà, ma da quando gli raccontai la promessa di mia sorella, ora ci crede.
La bambina
Ero a una festa di paese con degli amici, quattro anni dopo la morte di mia madre. Si avvicinò a me una bambina di circa tre anni e disse che mia madre voleva farmi sapere che anche laggiù le lavande profumano, poi corse via. Rimasi paralizzato e per minuti non riuscii a parlare. Mia madre era norvegese, sono cresciuto in Norvegia. Il suo fiore preferito era la lavanda, per il suo profumo. Come faceva questa bambina ungherese di campagna a saperlo, se non glielo aveva detto mia madre?
La corrente
La mia migliore amica, Patti, una volta disse che al suo funerale avrebbe staccato la corrente per rallegrare l’atmosfera. Eravamo solo alle scuole medie quando ne parlammo, lei morì a 32 anni in un incidente stradale improvviso. Proprio mentre il prete stava facendo il discorso in chiesa, saltò la corrente. Sorrisi tra le lacrime, sapevo che era stata Patti.
Non andare
Viaggiavo come backpacker in Sud America. Avevo comprato un biglietto per un autobus verso le montagne, ma all’alba mi svegliai sentendo mia nonna morta da anni sussurrare: «Non andare.» Non capii cosa significasse, ma ero sicuro di non aver sognato. Passai tutta la giornata in spiaggia senza andare da nessuna parte. La sera vidi al telegiornale che l’autobus per cui avevo il biglietto era caduto in un burrone.

Coniglio
Mio nonno mi chiamava sempre coniglio. Lo adoravo, mi stringeva la mano, mi faceva l’occhiolino e diceva: «Stai tranquillo, coniglio.» Quindici anni dopo la sua morte, mio nipote, che allora aveva due anni, una sera corse da me, mi strinse la mano e con un occhiolino disse: «Stai tranquillo, coniglio.» Non l’ha più chiamato così.
L’uomo
Ci siamo trasferiti in una nuova casa e nelle prime settimane vedevo in sogno un uomo che stava in giardino. Dopo molte volte non avevo più paura, anzi lo seguivo nel sogno. Andò in fondo al giardino e indicò la base di un albero. Il giorno dopo andai lì e iniziai a scavare. Trovai un anello d’oro, ben nascosto. Chiesi al vicino dove fosse sepolto il vecchio proprietario della casa. Andai al cimitero, trovai la sua tomba e seppellii l’anello accanto alla lapide. Non ho più sognato quell’uomo.
Il lago
Caddi in un lago, stavo annegando e il mio cuore si fermò. Attraversai un tunnel di luce, sentii pace e incontrai mia nonna, morta da anni, che mi disse di tornare indietro perché non era ancora il mio momento, dovevo crescere Saci. Mi risvegliai in ospedale. Sono passati sei anni e ho una bambina, Saci.
Foto di apertura: AlexSava/istockphoto.com











