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«Quando sono nervosa, mi siedo e coloro» Qual è la regola che segui dall’infanzia?

Szőke Angéla3 min di lettura
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«Quando sono nervosa, mi siedo e coloro» Qual è la regola che segui dall’infanzia? — Lifestyle
In questo articolo

I batteri

Mio padre diceva che quando sei malato, nelle prime 24 ore non devi mangiare nulla per "affamare i batteri". Non so quanto sia scientifico, ma quando stai male non hai molta fame, quindi per me è ancora facile seguire questa regola.

Il rosso

Eravamo quattro fratelli e per non confondere gli spazzolini, ognuno aveva sempre lo stesso colore: le mie due sorelle avevano verde e blu, mio fratello giallo e io rosso. Ancora oggi compro uno spazzolino rosso, lo scelgo istintivamente al negozio.

Il piatto

Mangio tutto quello che c’è nel mio piatto (ma voglio servirlo io). Ora ho i miei soldi e non ci manca nulla come da bambino, ma ancora non riesco a buttare il cibo.

Comunicazione

Quando vado da sola da qualche parte, avviso sempre qualcuno: mio marito, mia sorella o la mia migliore amica. L’importante è che qualcuno sappia dove sono e dove vado. Un’altra mia regola è usare il sottobicchiere. Da bambina mia madre insisteva tanto, e ora anch’io ci tengo.

Source: unsplash.com

Detox

I nostri genitori permettevano massimo due ore di TV al giorno. L’unica eccezione era se il film era più lungo: potevamo guardarlo tutto, ma poi dovevamo spegnere subito. Lo stesso valeva per il computer: due ore di schermo al massimo. Dopo restavano i giochi da tavolo, il giardino o la lettura.

Da giovane pensavo fosse severo, poi a vent’anni ho capito che non era male: potevo passare un weekend intero con lo stesso videogioco o serie. Da quando seguo di nuovo la regola delle due ore sto molto meglio: vedo più gli amici, leggo di più e faccio cose utili. Sono ancora grata ai miei genitori per questo.

Divieto di telefono

Mio padre non permetteva di portare il telefono in bagno. Diceva che non era igienico e che così si passava meno tempo lì. Da bambina lo trovavo fastidioso, ma ancora oggi non porto il telefono in bagno e ho abituato anche mio marito e i miei figli a fare lo stesso.

Qualche abitudine…

Cerco di camminare sempre al centro delle piastrelle. Se c’è un disegno, lo seguo perché se metto il piede fuori "sono morta, è lava". Quando vado in un posto nuovo entro sempre con il piede destro perché porta fortuna. (Non chiedermi perché.)

E potete anche criticarmi, ma da donna trovo giustificato ogni tanto il combo calzino-sandalo: se esco con i sandali al sole e poi fa freddo, metto i calzini e via!

Abitudini strane dell'infanzia
Source: unsplash.com

Snack

Se mia madre esce, ancora oggi mi aspetto che mi porti qualcosa.

Costume

Io e i miei cugini siamo tutti sopra i 30, ma ancora festeggiamo il carnevale con i costumi. La giuria (la famiglia) valuta creatività, originalità e realizzazione, e il vincitore si aggiudica un weekend benessere: la competizione è seria.

Tonalità

Avevo un libro da colorare che mia madre teneva solo per calmarmi quando piangevo o facevo i capricci. Mi sedevo a colorare per tranquillizzarmi. È diventata un’abitudine che uso ancora da adulta: se sono nervosa, mi siedo e coloro, funziona sempre.

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