Cosa chiude e cosa resta aperto
Qui bisogna essere onesti. Molti stabilimenti balneari e chioschi che animano l'estate riducono i servizi o chiudono dopo la prima metà di settembre, e alcuni locali sul mare, quelli che vivono di stagione pura, abbassano la saracinesca da un giorno all'altro. Se sogni il tramonto con musica dal vivo in un beach bar, potresti trovare una spiaggia bellissima e completamente muta. Non è un difetto, ma va messo in conto.
Restano aperti, e anzi tornano a respirare, i paesi dell'entroterra: Lecce, Nardò, Galatina, i borghi in pietra dove la vita non dipende dagli ombrelloni. Le trattorie recuperano ritmo umano, si mangia senza turni forzati, e i piatti tornano stagionali: le verdure di fine estate, i legumi, la pasta con il pomodoro che ancora c'è. Le città d'arte sono la vera ragione per venire in questo periodo, perché camminare per Lecce con trentotto gradi ad agosto è un esercizio di sopravvivenza, mentre a settembre diventa una passeggiata.
Come muoversi e dove appoggiarsi
Servono l'auto e un po' di pazienza: le distanze sembrano brevi sulla mappa, ma le strade fra un borgo e l'altro sono strette e piene di rotatorie, e mezz'ora di viaggio è la norma anche per pochi chilometri. Il consiglio pratico è non spostare la valigia ogni due giorni: scegli una base sola, magari nell'entroterra fra le due coste, e raggiungi il mare a raggiera. Dormire in campagna, in una masseria o in un appartamento di paese, costa in genere meno che sul lungomare e ti fa incontrare il Salento vero, quello dei muretti a secco e degli ulivi.






