Quasi tutti partono dalla stessa domanda sbagliata: "quando costa meno il volo per Santiago?". Il Cammino però non si organizza dalla fine, si organizza dai piedi e dal calendario. È un viaggio in cui la variabile principale non è il prezzo del biglietto, ma quanti giorni consecutivi riesci davvero a ritagliarti e quanti chilometri il tuo corpo regge al quinto giorno di fila, quando le gambe funzionano ma le spalle no. Se metti in ordine queste scelte, il resto si incastra quasi da solo.
Prima decisione: quanti giorni hai, e solo dopo quale tratto
Il Cammino non è un percorso unico ma una rete di itinerari che convergono a Santiago de Compostela. Il più frequentato è il Francés, che attraversa la Spagna del nord da est a ovest ed è anche il più attrezzato in termini di alloggi e segnaletica. Chi ha poco tempo parte in genere da Sarria, perché si trova poco oltre i cento chilometri dall'arrivo. Il Portoghese, che sale da Porto, è più dolce e alterna costa e interno. Il Primitivo e il Norte sono più duri e più solitari, meno indicati come prima esperienza.
Il conto realistico è semplice: calcola una media di venti chilometri al giorno se cammini abitualmente, quindici se parti da zero, e aggiungi almeno un giorno cuscinetto per imprevisti, vesciche o una tappa che vuoi dividere in due. Chi ha una settimana fa benissimo a scegliere un tratto corto e goderselo, invece di comprimere duecento chilometri in sei giorni e arrivare a Santiago odiando le proprie scarpe.
Stagione, prenotazioni e credenziale
Primavera e inizio autunno sono i periodi più gentili: temperature gestibili, giornate ancora lunghe, villaggi vivi. L'estate in Galizia è bella ma affollata, soprattutto negli ultimi cento chilometri, mentre l'inverno richiede esperienza e attenzione, perché molte strutture chiudono e le ore di luce sono poche.
Per dormire hai tre livelli: gli ostelli per pellegrini, le pensioni e le case rurali, gli alberghi veri e propri. Nei periodi di punta e nei tratti finali conviene prenotare almeno la prima e l'ultima notte, lasciando il resto flessibile se vuoi mantenere lo spirito del cammino. Il documento che ti serve è la credenziale del pellegrino, da far timbrare lungo il percorso in ostelli, bar, chiese: è ciò che ti permette di dormire nelle strutture per pellegrini e di richiedere la Compostela all'arrivo.
Lo zaino e i piedi: qui si decide la riuscita
La regola più utile è anche la più ignorata: lo zaino carico non dovrebbe superare circa un decimo del tuo peso. Significa due cambi, non sei; un pile leggero; una giacca antipioggia che copra anche lo zaino; ciabatte per la sera; un sacco lenzuolo; il necessario per la cura dei piedi. Tutto ciò che non usi entro il terzo giorno, puoi spedirlo avanti o lasciarlo.
Le scarpe si scelgono mesi prima, non la settimana della partenza: una scarpa da trekking leggera, già usata in almeno qualche uscita lunga, con mezzo numero in più per il gonfiore. Le calze tecniche fanno più differenza di quanto sembri. E l'allenamento ideale non è la palestra, è camminare: due uscite settimanali e una lunga nel fine settimana, con lo zaino che userai davvero, portato sulle spalle anche quando non serve.
Quanti chilometri servono per ottenere la Compostela?
Per ricevere il certificato di arrivo occorre percorrere a piedi almeno gli ultimi cento chilometri verso Santiago, oppure duecento in bicicletta, documentando il percorso con i timbri sulla credenziale, generalmente due al giorno nell'ultimo tratto. Per questo Sarria è il punto di partenza più scelto da chi ha pochi giorni: resta comunque un cammino vero, con dislivelli e stanchezza, non una passeggiata.
Si può fare il Cammino da sole?
Sì, ed è una delle esperienze più scelte da chi cerca tempo per pensare: il percorso principale è frequentato, segnalato con le celebri frecce gialle e punteggiato di tappe dove si incontrano sempre altri pellegrini, tanto che la solitudine va piuttosto cercata che evitata. Valgono le normali accortezze di buon senso, cioè partire con la luce, dire a qualcuno a casa dove dormirai, non strafare nelle tappe lunghe e fermarti quando il corpo lo chiede, soprattutto se hai problemi articolari per cui conviene sentire prima il tuo medico.










