Il frigo è l'unico mobile di casa che apriamo quindici volte al giorno e riordiniamo una volta ogni tre mesi. Succede così che le cose piccole scivolino dietro, che la vaschetta degli avanzi finisca in fondo e riemerga quando ormai non si discute più, e che si ricompri il terzo barattolo di senape. Sistemare il frigorifero in modo sensato richiede un'ora, una volta sola. Poi è solo manutenzione, e si recupera in tempo e in spesa quello che si investe oggi.
Prima regola: il freddo non è uguale dappertutto
Dentro un frigorifero convenzionale la temperatura non è omogenea. La zona più fredda è in basso, appena sopra il cassetto delle verdure: lì vanno carne, pesce, affettati, tutto ciò che si deteriora in fretta, possibilmente in contenitori chiusi così che eventuali liquidi non colino sui ripiani sotto. I ripiani centrali sono il posto dei latticini, delle uova se preferisci tenerle al fresco, dei formaggi e delle vaschette aperte. Il ripiano alto, leggermente meno freddo, è perfetto per yogurt, avanzi cotti e cibi già pronti al consumo.
La porta è la parte più tiepida e più soggetta a sbalzi: ci stanno bene bevande, salse, condimenti, burro. È il posto sbagliato per il latte, che invece rende meglio su un ripiano interno. I cassetti bassi sono per frutta e verdura, ma non tutta insieme: mele, pere e banane rilasciano etilene e accelerano la maturazione di quello che hanno accanto, quindi se puoi tienile separate dalle verdure a foglia. Se il tuo frigo è ventilato, le differenze tra le zone si attenuano, ma la logica di organizzazione resta valida.






