La prima fila comanda: altezza, frequenza, doppioni
Nei mobili funziona una regola semplice: tra il fianco e la spalla vanno le cose di ogni giorno, in basso quelle pesanti e ingombranti, in alto quelle stagionali. Le teglie da Natale, la macchina per la pasta usata due volte l'anno, il servizio buono: tutto in alto o in un ripiano lontano. Piatti, bicchieri e pentole quotidiane restano nella fascia comoda, senza nulla davanti.
Poi arriva la parte scomoda: i doppioni. Quanti mestoli forati possiedi? Quante tazze scheggiate tieni «per gli ospiti» che non le useranno mai? Metti tutto sul tavolo per categoria, scegli i tre pezzi che usi davvero e valuta il resto con onestà. Non serve svuotare la cucina: serve liberare la prima fila, perché in una prima fila affollata non trovi niente. Se ti pesa decidere, prepara una scatola «forse» da rivedere fra un mese: quasi sempre ci si accorge di non aver aperto la scatola nemmeno una volta.
Dispensa: contenitori sì, ma con criterio
I barattoli servono a due cose: proteggere ciò che si rovina all'aria e permetterti di vedere quanto ne resta. Per questo hanno senso per farine, pasta, riso, legumi, biscotti, caffè, e molto meno senso per le scatolette. Scrivi sempre il contenuto e la data di apertura su un'etichetta o direttamente con un pennarello lavabile: senza indicazione, tre polveri bianche diventano un indovinello.
Organizza per categorie di uso, non per estetica: una fila colazione, una fila primi piatti, una fila conserve, una fila merende dei bambini ad altezza loro. E adotta il principio del supermercato: quando arriva la spesa, i pacchi nuovi vanno dietro, i vecchi davanti. Un ripiano solo, quello all'altezza degli occhi, tienilo come «cesto delle cose da consumare presto». È il gesto singolo che riduce più sprechi in casa mia.






