Bien Logo

Come riesco a calmarmi quando rifugiarmi nel bosco non è un’opzione

Schuster Borka3 min di lettura
Condividi:
Come riesco a calmarmi quando rifugiarmi nel bosco non è un’opzione — Lifestyle
In questo articolo

Di solito gestisco bene lo stress, ma ci sono giorni in cui vorrei solo sparire. In un mondo ideale, farei subito una lezione di yoga di 90 minuti, una passeggiata nel bosco o un ritiro in montagna. Nella realtà, però, queste pause sono rare e spesso dobbiamo andare avanti nonostante la tensione. Ho trovato tre strategie che mi aiutano subito a sciogliere un po’ quella morsa al petto – non sono soluzioni perfette, ma per me funzionano quasi sempre all’istante.

Ascoltare un podcast

Il silenzio è prezioso, ma a volte non aiuta affatto. Anzi, in quei momenti i pensieri diventano ancora più forti. Allora prendo le cuffie e avvio un podcast familiare. Non deve essere per forza interessante o istruttivo, basta che la voce, il ritmo e l’energia mi siano noti.

Studi dimostrano che chi è cresciuto in ambienti con legami incerti si calma meglio circondandosi di voci umane. Sentire una voce familiare dà sicurezza: ti ricorda che non sei solo.

Non è esagerato dire che questo metodo mi ha persino evitato attacchi di panico: invece di cadere nella spirale negativa, ho lasciato che la voce conosciuta mi guidasse.

Oggi spesso non aspetto che la situazione peggiori, anticipando il problema: appena sento che i pensieri prendono una brutta piega, metto subito un podcast nelle orecchie.

Essere presenti come se fossi in un film

Può sembrare strano, ma prova a guardare il tuo ambiente come se stessi vedendo un film d’autore. Nota come la luce si rifrange sul bordo di un bicchiere, come le persone in negozio sembrano parte di un quadro attraverso la vetrina, o come si piega un fazzoletto abbandonato sul marciapiede. È come se fossi in una scenografia, in una scena curata nei minimi dettagli.

Questa attenzione focalizzata – una forma di mindfulness – aiuta a riportare i pensieri al presente. Quando lo stress ci stringe, tendiamo a vagare nel passato o nel futuro. Il presente, invece, se lo osserviamo consapevolmente, è meno spaventoso. E spesso anche più bello di quanto immaginiamo.

Per il nostro cervello, questa presenza consapevole è una pausa: esce dal loop mentale e si apre alla percezione.

Per me funziona soprattutto quando i pensieri mi sommergono o provo una malinconia opprimente: qualche minuto di “film” sulla mia vita e mi sento più calma. Non divento felice a tutti gli effetti, ma ritrovo la bellezza intorno a me e nella vita.

Cambiare posizione: il reset più semplice

Questo è forse il metodo più semplice ma incredibilmente efficace: cambio la mia postura. Può essere uno stiramento veloce, sedermi su un’altra sedia, fare due passi in casa – qualsiasi cosa che mi faccia uscire dalla posizione in cui lo stress mi ha bloccato.

Corpo e mente sono strettamente collegati. In psicologia si chiama “embodiment”: le nostre emozioni si riflettono nella postura, e viceversa. Una posizione curva e contratta aumenta l’ansia, mentre una postura più aperta e in movimento la attenua.

Quando sento il peso sul petto, mi alzo, allungo le braccia, muovo qualche muscolo e respiro profondamente. Non risolve i problemi, ma dà una pausa, un micro-riposo al sistema nervoso. A volte è proprio quello che serve.

Non tutti i metodi funzionano per tutti, ma per me queste pratiche sono un aiuto concreto. Certo, a volte vorrei davvero scappare via per un weekend di benessere, ma quando non è possibile, possiamo comunque essere gentili con corpo e mente. A volte basta poco.

Solo su Bienvibe

Originale

Letture correlate

Rubare la notte: perché rimandiamo il sonno per avere un pezzo di vita nostra — Mente e anima

Rubare la notte: perché rimandiamo il sonno per avere un pezzo di vita nostra

Mezzanotte passata, tutti dormono, e tu sei ancora sul divano a scorrere lo schermo. Non è pigrizia: è una rivendicazione. Il punto è capire cosa stai cercando davvero a quell'ora.

Mira Calloway•
Qual è il tuo compito di vita? Lo rivela l'ultima cifra della tua data di nascita — Lifestyle

Qual è il tuo compito di vita? Lo rivela l'ultima cifra della tua data di nascita

Secondo la numerologia, l'ultima cifra della tua data di nascita svela molto di più che la tua età: racconta chi sei e qual è il tuo vero compito nella vita.

Schuster Borka•
7 segnali silenziosi che l'esaurimento ha preso il controllo di te — Salute

7 segnali silenziosi che l'esaurimento ha preso il controllo di te

L'esaurimento raramente urla: si insinua in silenzio, e intanto noi continuiamo a dare la colpa a noi stessi. Riconosci questi 7 segnali?

Váradi Petra•
Quale casa sceglieresti? La tua risposta rivela il lavoro perfetto per te — Lifestyle

Quale casa sceglieresti? La tua risposta rivela il lavoro perfetto per te

La casa che sceglieresti istintivamente può dire molto su di te: che tipo di ambiente lavorativo ti fa stare bene e quale carriera fa davvero per te.

Schuster Borka•
Volevo dirlo a quei ragazzi sull'autobus, ma non ho avuto il coraggio — e nemmeno nessun altro — Lifestyle

Volevo dirlo a quei ragazzi sull'autobus, ma non ho avuto il coraggio — e nemmeno nessun altro

Un viaggio in autobus come tanti, tre adolescenti, una vape e una carrozza piena di adulti in silenzio. Ma perché non riesce a parlare nessuno?

Schuster Borka•
7 segnali silenziosi di burnout che è facile scambiare per semplice stanchezza — Salute

7 segnali silenziosi di burnout che è facile scambiare per semplice stanchezza

Il burnout non arriva tutto in una volta. Si manifesta con piccoli segnali quasi invisibili che tendiamo a ignorare. Eccoli tutti, uno per uno.

Váradi Petra•