Qualche mese fa ho puntato un obiettivo: una macchina fotografica. Non è stato un acquisto impulsivo. Ho passato settimane a guardare test, video e confronti. Ho calcolato quanto la userei, se ne valesse davvero la pena, se ne avessi davvero bisogno. Era proprio quel tipo di decisione su cui si riflette più e più volte. Quando finalmente l’ho comprata, la prima emozione è stata ovviamente gioia. Ma non è durata a lungo, perché è arrivato un altro pensiero: sarà stata davvero la scelta giusta? Anzi, per un attimo mi sono chiesta se davvero “lo meritassi”. È stata una sensazione strana, perché tutti i segnali indicavano che avevo fatto la scelta giusta. L’avevo valutata con cura, potevo permettermela e ne ero felice. Eppure quella piccola incertezza era lì. E probabilmente non sono l’unica ad averla provata.
Quando il pensiero ricomincia dopo la decisione
Spesso pensiamo che la parte difficile sia prendere la decisione. Pesiamo a lungo, facciamo liste nella testa, confrontiamo le opzioni. Quando finalmente scegliamo, ci aspetteremmo che la storia finisca lì. In realtà, spesso è proprio allora che parte un nuovo giro di riflessioni. Ricominciamo a rivedere la decisione. Ho considerato tutto? Ho dimenticato qualcosa? E se avessi scelto l’altra opzione? Più energia abbiamo investito nella scelta, più è facile metterla in dubbio dopo.

Il rovescio della medaglia delle scelte
Ogni decisione ha una parte meno visibile: tutte le altre possibilità che abbiamo lasciato andare. Quando ho deciso di comprare la macchina fotografica, ho rinunciato a tante altre opzioni. Avrei potuto spendere quei soldi diversamente. Avrei potuto aspettare un altro anno. Avrei potuto scegliere un modello più economico. Queste alternative però non spariscono del tutto. La nostra mente le riporta a galla, come per controllare: è davvero stata la scelta migliore? E allora nasce quel fastidioso senso che forse abbiamo avuto troppo.

La trappola del pensare troppo
C’è un punto in cui pensare non aiuta più, anzi ci fa girare in tondo. In psicologia si chiama ruminazione: analizzare una decisione più e più volte senza trovare risposte nuove.
In questi momenti non cerchiamo il vero problema. Cerchiamo solo quella sensazione rassicurante di aver fatto la scelta giusta.
Il problema è che la maggior parte delle decisioni raramente offre certezze al 100%.

La domanda “Lo merito?”
È particolarmente interessante quando la decisione ci favorisce. Quando compriamo qualcosa che desideravamo, quando un’opportunità va bene, o quando finalmente scegliamo qualcosa per noi stessi. A volte compare quella domanda strana: lo merito davvero? Spesso però si tratta solo del fatto che, dopo tanto riflettere, abbiamo preso una decisione che ci fa stare bene e questo non la rende “sbagliata”.

Forse l’incertezza fa parte delle decisioni
Ci piace pensare che esista la decisione perfetta. Una scelta dopo cui possiamo rilassarci completamente, certi di aver fatto la cosa giusta. La realtà è molto più umana. Dopo la maggior parte delle decisioni resta un po’ di incertezza. Un piccolo pensiero su cosa sarebbe successo scegliendo un’altra strada. Forse è solo un segno che quella scelta era importante per noi. Non è detto che dopo ogni buona decisione dobbiamo sentirci subito sereni. A volte basta aver fatto il passo che, in quel momento, ci sembrava il migliore.











