Bien Logo

Il segreto di un Natale sereno: dire no agli altri e a se stessi

Elisabetta Rossi3 min di lettura
Condividi:
Il segreto di un Natale sereno: dire no agli altri e a se stessi — Famiglia

Qualche anno fa ho capito che per vivere un Natale davvero sereno e pieno d’amore, la prima e più importante cosa era dire no non agli altri, ma a me stessa.

Ho realizzato che le maggiori aspettative del periodo natalizio non arrivano dall’esterno, ma nascono e si trasformano dentro di me. La mia famiglia non si aspettava mai che tutto fosse impeccabile, che la casa brillasse o che dalla terrazza all’albero tutto fosse decorato alla perfezione, e tanto meno che preparassi un menù natalizio da rivista gastronomica con tre o quattro portate.

Queste pressioni di dover essere perfetta esistevano solo nella mia testa

Per un po’ ho affrontato con gioia e entusiasmo tutti i compiti che mi si presentavano. Amavo decorare, organizzare e creare l’atmosfera natalizia. Poi, anno dopo anno, ho notato che a novembre e dicembre tutto si accumulava dentro di me e la preparazione smetteva di essere gioia e diventava tensione. Qualcosa a cui sentivo di dover assolutamente aderire, altrimenti mi sentivo un fallimento. Non sono arrivata al burnout, ma sicuramente dentro non stavo bene e sempre meno riuscivo a vivere il vero spirito del Natale.

Stabilire limiti apre sempre la porta alla felicità

Donna felice con maglione bianco, con una stellina scintillante in mano

Quando ho capito questo, ho saputo che dovevo ricalibrare tutto partendo dal tracciare dei limiti. Ho iniziato a dire no a portare avanti aspettative che in realtà non erano importanti per nessun altro se non per me. Ho riflettuto su cosa mi dà davvero gioia e cosa faccio solo per dovere. Mi sono concessa di scegliere un Natale vero, vissuto e pieno d’amore, anche se a volte decorato con qualche imperfezione o mancanza.

Curiosamente, appena ho lasciato andare le cose superflue (come il dover far brillare tutto o che ogni decorazione fosse perfetta, anche quelle che si vedono solo per pochi secondi al giorno), ho trovato molto più piacere in ciò che restava. Amo cucinare, sperimentare nuovi sapori, godermi le luci intime del soggiorno, i profumi delle feste e il fatto che ci prepariamo insieme all’atmosfera natalizia. Dedico più energia ad attività che regalano vere emozioni: slittino, passeggiate serali, pattinaggio sul ghiaccio o organizzare una gita invernale. Sono momenti familiari che avvicinano davvero alla bellezza del Natale.

Dire no ha fermato anche la frenesia

Durante l’anno – o al più tardi a ottobre – inizio a comprare i regali. Così le spese si distribuiscono meglio e sparisce la corsa dell’ultimo minuto che prima mi stressava sempre. Inoltre, con diversi adulti in famiglia abbiamo deciso di non scambiarci regali, ma di vederci semplicemente. Quando arrivano amici in visita, di solito non riescono a non portare qualcosa, che poi ricambiamo per cortesia. Ma scegliamo cose da consumare subito, così non si crea quell’atmosfera da regalo, ma solo un gesto gentile.

A dicembre arrivano inevitabilmente richieste tipo “manca solo questo…” – una teglia di dolci per la festa aziendale, un’attività in più per i bambini, un favore veloce a qualcuno – e magari singolarmente sembrano poco, ma insieme possono facilmente rompere quel fragile equilibrio da cui nasce la serenità natalizia. Inoltre il calendario si riempie come se ogni evento fosse obbligatorio: mercatino con gli amici, festa aziendale, cene di famiglia, eventi scolastici... Il mese è limitato e l’energia ancora di più.

Ho imparato che un “no” educato ma fermo può salvare la vita anche in questi momenti. Non è un rifiuto, ma una forma di autodifesa che spesso salva il mio umore e per questo sono grata a chi per me è più importante.

Dopotutto, il Natale non è pieno perché sono ovunque, ma perché dove sono, sono davvero presente.

Letture correlate

Ho imparato a dire no – e questo vale anche per i miei genitori — Famiglia

Ho imparato a dire no – e questo vale anche per i miei genitori

Diventare adulti significa anche imparare a proteggere i propri confini, anche con i genitori. Questo articolo racconta un viaggio personale nell’arte di dire no.

Elisabetta Rossi
Si può essere arrabbiati accanto a chi sta morendo lentamente? Il lutto per chi è ancora vivo ma non c'è più — Famiglia

Si può essere arrabbiati accanto a chi sta morendo lentamente? Il lutto per chi è ancora vivo ma non c'è più

Perdere qualcuno che è ancora fisicamente presente è uno dei dolori più difficili da spiegare. Rabbia, senso di colpa e amore si mescolano in un lutto silenzioso e logorante.

Elisabetta Rossi
Crisi di mezza età o semplicemente stanchezza profonda? Quello che mi ha detto la mia terapeuta — Famiglia

Crisi di mezza età o semplicemente stanchezza profonda? Quello che mi ha detto la mia terapeuta

A quasi trentasette anni mi ritrovo in un posto strano: la spinta giovanile non basta più, e qualcosa dentro di me ha smesso di correre. Forse non è una crisi. Forse è solo che ho finito la pazienza.

Elisabetta Rossi
“Non lascerei mai che succeda a lei” Come la maternità può risvegliare le ferite dell’infanzia — Famiglia

“Non lascerei mai che succeda a lei” Come la maternità può risvegliare le ferite dell’infanzia

Diventare madre può far emergere traumi infantili che avevamo messo da parte. È un percorso a volte doloroso, ma anche liberatorio, perché ci offre la possibilità di fare le cose in modo diverso.

Barbara Conti
Il business milionario che si nutre del senso di colpa delle madri — Famiglia

Il business milionario che si nutre del senso di colpa delle madri

Esiste un'intera industria costruita sul senso di colpa materno. Si nutre delle tue insicurezze e ti vende la promessa di essere una madre migliore. È ora di parlarne.

Barbara Conti
Mia madre ha paura da quando ci sono state le elezioni: ecco come cerco di aiutarla — Famiglia

Mia madre ha paura da quando ci sono state le elezioni: ecco come cerco di aiutarla

Il rumore digitale e le manipolazioni sui social spaventano sempre più gli anziani. Come possiamo aiutare i nostri genitori a orientarsi in questo caos?

Barbara Conti