C'è un momento preciso in cui te ne accorgi: tiri fuori il maglione buono, lo infili e dopo mezz'ora senti quell'odore un po' di cantina, un po' di carta vecchia, che non va via nemmeno con il profumo. L'odore di chiuso non è sporcizia, è aria ferma più umidità più tessuti che non respirano. Ed è per questo che i sacchetti profumati, da soli, non risolvono mai: coprono per qualche giorno e poi il problema torna, perché la causa è rimasta esattamente dov'era.
Le tre cause che ritrovo sempre
La prima è la posizione del mobile. Un armadio addossato a una parete esterna, soprattutto in una camera che d'inverno si riscalda poco, accumula umidità sul retro e sul fondo. Basta allontanarlo di tre o quattro centimetri dal muro per creare un passaggio d'aria che cambia il microclima interno.
La seconda è il modo in cui ci infiliamo i vestiti. Il maglione messo una volta sola e riposto subito, la camicia appesa ancora tiepida, i jeans portati tutto il giorno e rimessi al loro posto: ognuno di questi capi porta dentro l'armadio umidità corporea e molecole di odore che poi non hanno modo di andarsene. Lo stesso vale per i capi lavati e riposti quando erano ancora appena umidi al colletto o alle cuciture.
La terza è il sovraffollamento. Quando le grucce sono compresse una contro l'altra, l'aria non circola, e un armadio pieno fino all'ultimo centimetro è di fatto una scatola chiusa. Il cambio di stagione è il momento perfetto per accorgersene: se fai fatica a far scorrere le grucce, hai già metà della spiegazione.






