All’inizio di gennaio ci imbattiamo inevitabilmente nelle promesse del “ora o mai più”. Detox, chili in meno, regole rigide, sfide di trenta giorni – come se fosse d’obbligo riprogettare tutto nelle prime settimane dell’anno, soprattutto noi stessi. Anch’io per molto tempo sono stata risucchiata in questo vortice. Pensavo che un buon inizio dell’anno significasse cambiare approccio – perdere peso, sentirmi meno in colpa, avere più disciplina.
Quest’anno invece ho scelto consapevolmente di non farlo. Non ho iniziato una dieta il primo gennaio. Non ho scaricato app per contare le calorie, né fatto promesse alla bilancia. E forse non è un caso che ora mi senta più libera che mai.
Il rovescio delle promesse di Capodanno
In passato anch’io avevo promesse di Capodanno spesso legate alla perdita di peso. Anche se non ho mai avuto problemi seri, qualche “chiletto in più” c’era sempre – o almeno così pensavo. Il primo giorno di gennaio iniziavo con entusiasmo diete rigide, piena di motivazione e progetti.
Il problema era che quell’entusiasmo raramente durava a lungo. Quando mi stancavo o desideravo un cibo più confortevole, arrivava il senso di colpa. Un circolo vizioso: rigore, rinuncia, autocritica. Ora so che non era una mia “debolezza”, ma un sistema destinato a non funzionare.
Quando il mio corpo mi ha insegnato ad ascoltare
All’inizio dei vent’anni ho scoperto di essere intollerante al glutine e al lattosio, e ho dovuto escludere altri alimenti dalla mia dieta. All’inizio sembrava una sfida, ma guardando indietro è stato un punto di svolta. Ho imparato a mangiare con più consapevolezza, a leggere gli ingredienti e a capire come reagisce il mio corpo.
Mi ha aiutato molto anche il lavoro da giornalista, parlando con esperti: dietologi, medici, psicologi. È diventato chiaro che la salute non si costruisce con progetti a breve termine, ma con piccole scelte quotidiane.

Non mi punisco più per il cibo
Oggi non cerco più di seguire tendenze dimagranti – né a gennaio né durante l’anno. Questo non significa che tutte le diete siano inutili – alcune possono funzionare. Io però punto a uno stile di vita equilibrato e sostenibile. Non mi punisco se a volte mangio un hamburger senza glutine con patatine.
Ho imparato anche che hamburger e pizza possono essere preparati in modo più sano, e che un’insalata può essere colorata, nutriente e gustosa – mai noiosa. Il cibo non è più nemico o premio, ma energia e piacere.

Movimento che ricarica, non stanca
Il mio rapporto con l’attività fisica è cambiato molto. Non penso più a programmi o obiettivi obbligatori, ma a un movimento che mi fa stare bene. Cammino tanto, vado in bici, passo tempo nella natura e adoro fare escursioni.
Per me il movimento non è più uno strumento per “smaltire” qualcosa, ma un’occasione per rilassarmi e ricaricarmi.
Nuovi obiettivi, nuova attenzione
Non ho più promesse troppo rigide. Più che altro mi pongo obiettivi piccoli e realistici: bere più acqua, dormire abbastanza, dedicare tempo a me stessa e al benessere mentale.
È diventato importante anche vivere esperienze. Ogni anno cerco nuovi posti belli da scoprire, in Italia e all’estero. Amo fare escursioni anche nel nostro paese, ma adoro viaggiare. Non a caso ora per il compleanno chiedo più esperienze che oggetti: viaggi condivisi, ricordi, storie.

Non ricomincio, semplicemente ci sono
Questo cambio di prospettiva non è avvenuto da un giorno all’altro, ma il risultato è chiaro. Mi sento molto meglio nel mio corpo – fisicamente e mentalmente. Meno pressione, più accettazione e gioia nella vita quotidiana.
Forse non suona rivoluzionario, ma per me è stato importante capire che non devo diventare una persona nuova ogni gennaio. Basta ascoltarmi – tutto l’anno.











