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Perché l'Odissea ci parla ancora oggi, quasi tremila anni dopo

Szalai Dóra6 min di lettura
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Perché l'Odissea ci parla ancora oggi, quasi tremila anni dopo — Tempo libero
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La guerra di Troia durò dieci anni. E ci vollero altri dieci anni prima che uno degli eroi dell'esercito greco vincitore riuscisse a tornare a casa. Il poema di Omero racconta proprio questo viaggio di ritorno: la storia di un uomo che preferisce soffrire piuttosto che arrendersi, e di una moglie che per anni tesse e disfa la tela al telaio, solo per guadagnare tempo.

Di cosa parla davvero l'Odissea?

Al centro della storia c'è Ulisse, re di Itaca, che dopo la guerra di Troia non torna a casa per la via più breve. A causa dell'ira degli dèi, delle tempeste marine e della sua stessa curiosità, vaga per anni sulle acque del Mediterraneo.

Nel frattempo, a casa, sua moglie Penelope lotta contro i pretendenti che la assediano con proposte di matrimonio, mentre suo figlio Telemaco diventa lentamente uomo, cercando ovunque tracce del padre. I due fili narrativi, le avventure del padre e la lotta della famiglia rimasta a casa, si intrecciano infine in un'unica scena cruenta ma catartica, quando Ulisse torna travestito nel proprio palazzo.

Chi sono i personaggi più importanti?

Ulisse è l'incarnazione dell'astuzia: non è il guerriero più forte, ma è colui che trova sempre una soluzione, che si tratti dell'inganno del cavallo di legno o della fuga da una caverna. Penelope è il simbolo della fedeltà e della pazienza, una donna che per vent'anni tiene viva la speranza del ritorno del marito.

Telemaco, il figlio, all'inizio della storia è ancora insicuro, ma lungo il proprio cammino impara cosa significhi tenere testa alla vita da uomo adulto. La dea Atena resta al fianco di Ulisse quasi fino alla fine, aiutandolo con consigli e interventi, mentre Poseidone, dio del mare, fa esattamente l'opposto: gli mette i bastoni tra le ruote perché Ulisse ha accecato suo figlio, il ciclope Polifemo.

Durante le avventure compaiono anche Circe, la maga che trasforma in porci i compagni di Ulisse, Calipso, la ninfa che tiene l'eroe prigioniero per sette anni sulla sua isola, e Nausicaa, la principessa dei Feaci che dopo un naufragio lo salva e lo conduce alla corte del padre, Alcinoo. A casa, invece, ci sono i pretendenti: giovani arroganti che banchettano nel palazzo di Ulisse e si contendono la mano di Penelope, senza avere la minima idea della fine che li attende.

Le avventure più famose in breve

La scena forse più celebre del poema si svolge sull'isola dei ciclopi, dove Ulisse e i suoi compagni restano intrappolati nella caverna di Polifemo e riescono a fuggire solo grazie a uno stratagemma astuto: accecando il ciclope.

Poco dopo incontrano le sirene, il cui canto attira i marinai verso la morte; Ulisse ne ascolta comunque la voce, ma solo dopo essersi fatto legare all'albero della nave e aver tappato con la cera le orecchie dei suoi uomini. C'è poi lo stretto tra Scilla e Cariddi, il pericoloso passaggio tra due mostri, e l'isola di Circe, dove i naviganti si fermano per un anno prima di riprendere il viaggio. Ma forse la parte più commovente è la discesa negli Inferi, dove Ulisse parla con i compagni morti e con l'indovino Tiresia riguardo alle condizioni del suo ritorno.

Ulisse non è un eroe perché non conosce la paura, ma perché, nonostante la paura, va sempre avanti.

Come finisce la storia?

Quando Ulisse approda finalmente a Itaca, non corre trionfante dentro il suo palazzo. Atena lo trasforma in un mendicante, così da poter valutare la situazione senza farsi notare e vedere quanto sia diventata sfrontata l'arroganza dei pretendenti.

Nel frattempo Penelope indice la gara dell'arco: chi riuscirà a tendere il vecchio arco di Ulisse e a scoccare una freccia attraverso dodici scuri allineate, avrà la sua mano. Naturalmente solo Ulisse è capace di farlo, e a quel punto, nella sua stessa casa e in abiti da mendicante, si vendica di tutti coloro che per anni hanno approfittato dell'ospitalità della sua famiglia. Il finale però non è un semplice lieto fine: dopo il massacro, Ulisse ha ancora bisogno dell'intervento di Atena per fare pace con i parenti dei pretendenti.

Perché la leggiamo ancora oggi?

L'Odissea non è soltanto un romanzo d'avventura, ma una delle rappresentazioni più antiche e complete della perseveranza umana e del desiderio di tornare a casa. Ulisse non è mai perfetto: mente, inganna, a volte l'orgoglio lo mette nei guai, eppure è proprio questo a renderlo credibile.

La fedeltà di Penelope non è un'attesa passiva, ma una strategia di sopravvivenza attiva in un mondo in cui una donna aveva a disposizione pochissimi strumenti. E la storia di formazione di Telemaco ci ricorda che, anche all'ombra di un padre assente, è possibile trovare la propria voce. Non stupisce che questa storia continui a ispirare la letteratura e il cinema: la metafora del cammino verso casa non invecchia mai.

Perché l'Odissea è tornata a essere un successo proprio ora?

Anche se il poema di Omero ha quasi tre millenni, nell'estate 2026 milioni di persone tornano a parlarne. Il motivo è il grandioso film Odissea di Christopher Nolan, che da due settimane domina le sale e batte ogni record: è diventato l'esordio più forte nella carriera del regista, e ha attirato spettatori da tutto il mondo persino verso le costose proiezioni IMAX premium.

Ma il successo non è solo merito del nome di Nolan. La storia dell'Odissea è ancora sorprendentemente attuale: parla di un uomo che, dopo lunghe prove, cerca di tornare a casa mentre fa continuamente i conti con le conseguenze delle proprie scelte. La perseveranza, la ricerca dell'identità, il sacrificio per la famiglia e il desiderio di casa sono temi che, dopo migliaia di anni, non hanno perso nulla della loro forza. E l'adattamento spettacolare ma profondamente umano di Nolan ha dimostrato che un poema antico può ancora oggi trasformarsi in un vero evento cinematografico.

Chi è l'eroe protagonista dell'Odissea?

Il protagonista è Ulisse, re di Itaca, celebre non per la forza fisica ma per l'astuzia. È lui a ideare l'inganno del cavallo di legno e a trovare sempre una via d'uscita dalle situazioni più disperate.

Che cosa fa Penelope mentre Ulisse è lontano?

Penelope tiene testa ai pretendenti che assediano il palazzo, prendendo tempo con lo stratagemma della tela che tesse di giorno e disfa di notte. Per vent'anni resta fedele e mantiene viva la speranza del ritorno del marito.

Perché l'Odissea è tornata popolare nel 2026?

Grazie al film di Christopher Nolan, che da due settimane domina le sale e batte i record d'incasso. È diventato l'esordio più forte del regista e ha riportato l'attenzione mondiale sull'antico poema di Omero.

Perché l'Odissea è ancora attuale?

Perché racconta temi che non invecchiano: la perseveranza, la ricerca dell'identità, il sacrificio per la famiglia e il desiderio di tornare a casa. La metafora del cammino verso casa continua a parlare a chiunque.

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