Ci sono giornate d'autunno in cui si esce con il cielo grigio e si torna a casa con l'acqua dentro le scarpe. In queste settimane, tra avvisi di maltempo e acquazzoni che arrivano senza preavviso, succede più spesso di quanto vorremmo: la borsa inzuppata appoggiata all'ingresso, il cappotto che pesa il doppio, gli stivali che hanno cambiato colore. La differenza tra un paio di scarpe che torna come prima e un paio che resta deformato per sempre non sta nel prodotto miracoloso: sta in quello che facciamo nella prima mezz'ora.
I primi venti minuti contano più di tutto il resto
L'errore più comune è il più comprensibile: si arriva stanchi, si tolgono le scarpe, si molla tutto in un angolo e si pensa di occuparsene dopo cena. Nel frattempo l'acqua lavora. Appena entri, scrolla il cappotto fuori dalla porta o sul pianerottolo, tampona (non strofinare) con un asciugamano vecchio o un panno in microfibra, apri tutto quello che si può aprire: cerniere, bottoni, lacci, risvolti. Mai infilare niente in un sacchetto di plastica o in una borsa chiusa, nemmeno per dieci minuti: è lì che nasce quell'odore di umido che poi non va più via. Se hai un ingresso piccolo, basta un gancio libero e una vaschetta: l'importante è che l'aria circoli intorno agli oggetti bagnati, non che siano ordinati.
Le scarpe: carta, pazienza e mai calore diretto
Togli subito i plantari e allenta i lacci, così l'interno può asciugare insieme all'esterno. Riempi le scarpe con carta assorbente da cucina o carta bianca appallottolata, non con il giornale: l'inchiostro può trasferirsi sulle fodere chiare. Dopo un'ora cambia la carta, perché ormai è satura e non assorbe più nulla. Le scarpe in pelle vanno lasciate lontane dai termosifoni e dalle stufette: il calore diretto fa ritirare la pelle, che si indurisce e si screpola proprio nel punto di piega. Quando sono perfettamente asciutte, una crema nutriente massaggiata con un panno morbido restituisce elasticità. Il camoscio non si tocca da bagnato: si lascia asciugare all'aria, poi si passa la spazzola apposita in una sola direzione per rialzare il pelo. Le sneakers in tessuto si imbottiscono e si mettono in piedi in un punto arieggiato; gli stivali alti vanno tenuti dritti con un supporto, anche improvvisato con bottiglie vuote, altrimenti il gambale si piega e la piega resta.






