Cappotti e piumini: appenderli bene è metà del lavoro
Un cappotto di lana bagnato pesa, e il peso è esattamente il problema: appeso a una gruccia sottile si deforma sulle spalle. Usa una gruccia larga, sagomata, e appendilo lontano dalle fonti di calore, possibilmente in una stanza dove l'aria gira. Non spazzolare la lana da bagnata: aspetta che sia asciutta e poi passa una spazzola a setole morbide per rialzare il pelo e togliere gli aloni. Il piumino va trattato in modo diverso: se l'imbottitura si è inzuppata, tende a formare grumi che vanno rotti con le dita mentre asciuga. Se l'etichetta lo permette, un giro in asciugatrice a bassa temperatura con due palline da tennis pulite ridistribuisce la piuma meglio di qualsiasi tentativo manuale. In ogni caso, niente armadio chiuso finché non è asciutto davvero, nemmeno un po' umido al tatto nelle cuciture.
Posso mettere le scarpe bagnate vicino al termosifone?
È il gesto più istintivo e anche quello che rovina più paia. Il calore diretto asciuga la superficie troppo in fretta mentre l'interno resta umido, e la pelle si ritira creando crepe permanenti, soprattutto sulla punta. Se hai davvero fretta, mettile a un paio di metri dal calorifero, con la carta all'interno cambiata spesso, e giragli il fianco ogni tanto: ci vorranno comunque dodici o ventiquattro ore, ed è normale.
Come tolgo l'odore di umido da giacca e scarpe?
Il primo passo è banale ma decisivo: l'odore resta quando qualcosa è stato riposto prima di essere asciutto, quindi la soluzione comincia dall'asciugatura completa. Per le scarpe funziona bene un cucchiaio di bicarbonato dentro un sacchettino di tela o di garza lasciato all'interno per una notte, poi scosso via la mattina. Per i capi, arieggiare qualche ora all'aperto in una giornata asciutta fa più di molti spray; se l'odore persiste, segui le indicazioni dell'etichetta per il lavaggio invece di improvvisare.











