Ci sono elettrodomestici che laviamo e altri che pensiamo si lavino da soli. La lavastoviglie appartiene alla seconda categoria, e a torto: passa la vita a raccogliere grasso, amido di pasta, chicchi di riso e briciole di pane, e prima o poi presenta il conto. Il conto ha una forma riconoscibile: bicchieri opachi, un velo appiccicoso sui piatti, e quell'odore stantio che ti arriva addosso quando apri lo sportello la mattina. La buona notizia è che si risolve in una mezz'ora, senza prodotti speciali.
Il filtro: la mezz'ora che vale tutto il resto
Sul fondo della vasca, sotto il cestello inferiore, c'è un filtro che si sgancia ruotandolo. Nella maggior parte dei modelli è composto da un cilindro centrale e da una griglia piatta che si sollevano separatamente. Tiralo fuori, svuotalo nel secchio dell'organico e lavalo sotto l'acqua calda con una spazzolina da piatti o un vecchio spazzolino da denti, insistendo sulla rete fine dove si incrosta il grasso.
Guarda anche la conca sotto il filtro: quasi sempre trovi acqua scura e residui. Asciuga con carta da cucina prima di rimontare tutto, e assicurati che il filtro sia riavvitato bene, perché se resta lento l'acqua non viene filtrata e i residui tornano sui piatti. Questo passaggio, da solo, andrebbe fatto ogni settimana in una famiglia che usa la lavastoviglie ogni giorno.
Braccetti spruzzatori, guarnizioni, cestelli
I bracci rotanti hanno piccoli fori laterali che si otturano con calcare e semini. Sfilali (di solito si svitano a mano o si sganciano tirando verso l'alto), controllali contro luce e libera i fori con uno stuzzicadenti o con la punta di uno spillo. Se un braccetto non gira liberamente quando lo spingi con un dito, la macchina sta lavando solo metà del carico.
Poi le guarnizioni intorno allo sportello e la piega in basso, dove si accumula una patina grigia: un panno con acqua calda e una goccia di detersivo per piatti, passando anche nell'incavo interno del bordo. Non dimenticare il cestino delle posate, che va lavato a parte, e il filtro del tubo di scarico se il tuo modello lo prevede.
Il ciclo a vuoto che sgrassa e toglie l'odore
Una volta smontato e rimontato tutto, fai un ciclo a vuoto al programma più caldo. Puoi mettere nel cestello superiore una tazza resistente al calore con acido citrico in polvere sciolto in acqua, oppure spargere sul fondo un paio di cucchiai di bicarbonato: sono soluzioni delicate ed efficaci sul calcare e sugli odori. L'aceto funziona, ma usalo con moderazione e non abitualmente, perché a lungo andare può indurire le guarnizioni di gomma.
Controlla infine il sale rigenerante e il brillantante, che nelle zone con acqua dura fanno la maggior parte del lavoro anti-opacità. E prendi l'abitudine di lasciare lo sportello socchiuso per dieci minuti a fine ciclo: l'umidità che evapora è la stessa che, chiusa dentro, diventa odore.
Le abitudini che rovinano i lavaggi senza che ce ne accorgiamo
Sciacquare i piatti fino a farli brillare, per esempio: i detersivi moderni hanno bisogno di residui a cui aggredirsi, basta togliere ossa, gusci e avanzi solidi. Sovraccaricare il cestello impedisce all'acqua di raggiungere ogni superficie, e un piatto messo di traverso davanti al braccetto crea un'ombra d'acqua per tutto il resto. Anche il detersivo tenuto aperto per mesi in un mobile umido perde efficacia: le tabs si sbriciolano o si compattano e non si sciolgono nei tempi giusti.
Ogni quanto va pulita la lavastoviglie?
Il filtro merita un controllo settimanale e una pulizia vera ogni due settimane, mentre braccetti, guarnizioni e ciclo a vuoto sgrassante possono seguire un ritmo mensile. Se cucini molto, o se lavi spesso teglie con sughi e formaggi fusi, avvicina questi intervalli: te ne accorgi dall'odore, che è il primo segnale che qualcosa sta fermentando nel filtro.
Perché i bicchieri escono opachi anche se la lavastoviglie è pulita?
Le cause più comuni sono due: acqua troppo dura con poco sale e brillantante, che lascia un velo di calcare, oppure temperature elevate su vetri sottili, che a lungo andare corrodono la superficie in modo irreversibile. Prova prima a regolare la durezza dell'acqua e a riempire il brillantante, e sposta i bicchieri delicati su un programma più mite: se l'opacità non va via nemmeno strofinando con un panno e un po' di acido citrico diluito, purtroppo il vetro è già segnato.











