Ogni volta che il discorso pubblico torna sul costo dei carburanti, in famiglia succede la stessa cosa: si guarda la spesa del mese, si fa un calcolo approssimativo e si conclude che "non si può fare niente". In parte è vero, perché il prezzo alla colonnina non lo decidiamo noi. Ma la quantità di carburante che bruciamo per fare le stesse identiche cose dipende quasi per intero da abitudini che possiamo cambiare in una settimana, senza rinunciare a nessuno degli spostamenti che contano davvero.
Prima di guidare meglio, guida di meno (senza rinunciare a niente)
La riduzione più grossa non arriva dal pedale, arriva dal calendario. Per sette giorni annota su un foglio ogni uscita in auto: dove sei andata, per cosa, quanti minuti. Quasi sempre emerge lo stesso schema: tre o quattro viaggi brevissimi che partono a motore freddo, cioè quelli in cui il consumo per chilometro è più alto, e che potrebbero diventare un unico giro. La farmacia, il pane, il pacco da ritirare e il rientro da scuola diventano un anello solo, pianificato nel senso di marcia più comodo.
Da lì, tre decisioni strutturali: quali tragitti sotto i quindici minuti possono diventare a piedi o in bici, quale giorno della settimana si può lavorare da casa se il tuo contratto lo consente, e con chi condividere i trasferimenti ricorrenti. L'accompagnamento a scuola o al corso di nuoto a turno con un'altra famiglia dimezza i chilometri e, spesso, regala anche un pomeriggio libero a testa. È la classica soluzione che sembra una piccola cortesia e invece è una voce di bilancio.





