Il momento in cui ho capito di stare sbagliando è stato quando ho trovato, in fondo al frigo, una vaschetta di yogurt scaduta da undici giorni dietro una bottiglia di succo. Non era una questione di distrazione: era una questione di architettura. Un frigorifero disordinato ti fa comprare due volte le stesse cose e buttarne metà, e la parte più frustrante è che riorganizzarlo bene richiede un pomeriggio una volta sola, poi si mantiene da sé.
Il frigo ha zone diverse, e non sono un dettaglio
Nei frigoriferi tradizionali l'aria fredda scende, quindi la parte più fredda è quella bassa, appena sopra il cassetto delle verdure. Lì vanno carne, pesce, salumi aperti e tutto ciò che si deteriora in fretta, possibilmente su un piatto o in un contenitore chiuso perché nulla coli sui ripiani sottostanti. I ripiani centrali, leggermente meno freddi, sono la casa di latticini, uova già tolte dal cartone se preferisci, formaggi e piatti cucinati.
Il ripiano alto è la zona più tiepida: ottimo per avanzi da consumare subito, per lo yogurt, per la panna, per i barattoli aperti. Il cassetto in basso, quello dedicato alla frutta e verdura, è più umido e serve proprio a questo: le foglie ci restano vive più a lungo. La porta è la parte in assoluto più soggetta a sbalzi, perché si apre e si chiude decine di volte al giorno: bene per bibite, salse, burro e condimenti, molto meno bene per il latte, che invece durerebbe più a lungo su un ripiano interno.






