Sono nata alla fine degli anni Ottanta, quindi faccio parte di quella generazione per cui la crescita personale, la terapia e chiedere aiuto non sono concetti strani. Non ho scoperto la depressione solo allora, e credevo di essere preparata. Ho cercato di essere empatica, ma la vera comprensione va oltre la semplice compassione. La depressione non cambia solo chi ne soffre, ma anche chi gli sta accanto.
Se avessi saputo queste cose fin dall’inizio, credo mi sarebbero state di grande aiuto. Le ho imparate solo con fatica e dolore, mentre io e il mio partner, che lottava con la malattia, ci sostenevamo a vicenda.
Potrebbe non finire mai
Una delle scoperte più difficili è stata capire che la depressione non è sempre una "malattia" che si guarisce e basta. Non è come l’influenza che si prende, si supera e si dimentica. Alcuni la affrontano solo in certi periodi della vita, ma per molti la depressione ritorna più volte. A volte scompare per mesi o anni, poi bussa di nuovo alla porta. Un farmaco può aiutare, ma poi potrebbe smettere di funzionare e bisogna provarne un altro. La terapia può portare svolte, ma un evento inaspettato può far fare un passo indietro.
All’inizio pensavo che con abbastanza amore, supporto e momenti felici alle spalle, avremmo potuto dire: ce l’abbiamo fatta.
Ma poi sono arrivati momenti difficili. E ancora altri. Ho imparato che l’obiettivo non è non avere mai più giorni brutti, ma sapere che quando arrivano sono solo episodi. Sono già passati e ne siamo usciti. Lo faremo anche adesso. E anche se la paura può esserci, non deve rovinare i momenti belli. Gli episodi depressivi possono arrivare in qualsiasi momento, ma sta a noi decidere se lasciarli intaccare anche i periodi felici.

Può avere mille volti
La depressione non è sempre come ce la immaginiamo. Non tutti stanno immobili e silenziosi a letto. Il mio partner, per esempio, era più profondo nei momenti di maggior successo e attività professionale. Lavoro, allenamenti, liste infinite di progetti non erano segni di felicità, ma vie di fuga. Chi soffre di depressione spesso si fissa un obiettivo pensando: quando lo raggiungerò, sarò felice. Quando realizzerò qualcosa, meriterò di amarmi.
Da fuori può sembrare una mancanza di motivazione, ma chi guarda dietro le porte chiuse sa quanta ansia e insicurezza ci sono dietro.
La depressione può manifestarsi in mille modi: da una passività quasi sonnambula a un’iperattività eccessiva. Se non stiamo attenti, è facile confondere quando qualcuno sta davvero bene e quando sta solo sopravvivendo.

La proiezione è comune e dolorosa
La depressione non distorce solo l’umore, ma anche il pensiero. Quando qualcuno è molto giù, il mondo può sembrare più oscuro, le relazioni più vuote e le emozioni più false. Una persona depressa può dire cose che non penserebbe con la mente lucida. Si insinua il dubbio. Dubita di te, di sé, della relazione. E questo può fare molto male.
È difficilissimo non prendere sul personale queste parole. Non è colpa tua, né lui è ingrato. Ho dovuto imparare che quello che dice in quei momenti non riguarda la nostra storia, ma quello che sta vivendo. Per questo è fondamentale che non solo chi soffre di depressione riceva aiuto, ma anche chi gli sta accanto. Come sostegno, partner, amico.
Questo ruolo è molto impegnativo e entrambi devono imparare cosa aspettarsi dall’altro e cosa possono dare alla relazione.
Affrontare la depressione non è eroico, romantico o glorioso. È spesso difficile, a volte sembra senza speranza. Ma se insegna qualcosa, è cosa significa essere davvero presenti e apprezzare i piccoli momenti felici.











