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3 abitudini quotidiane che sballano i tuoi ormoni senza che tu te ne accorga

Farkas Izabella5 min di lettura
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3 abitudini quotidiane che sballano i tuoi ormoni senza che tu te ne accorga — Salute
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Un giorno va tutto bene, la mattina dopo basta il rumore della macchinetta del caffè per farti venire voglia di piangere o di urlare contro qualcuno. Se ti riconosci in questa scena e anche il tuo ciclo è sempre più imprevedibile, vale la pena capire cosa sta succedendo dietro le quinte, nei tuoi ormoni.

La dominanza estrogenica non vuol dire che hai troppi estrogeni. Significa che il rapporto tra estrogeni e progesterone è sbilanciato. E spesso a spingerlo nella direzione sbagliata sono proprio i gesti più piccoli e automatici della nostra giornata.

Il sonno irregolare che manda in tilt il ritmo ormonale

Il sonno non riguarda solo la stanchezza. Il nostro sistema endocrino svolge di notte, mentre dormiamo, gran parte del lavoro di sintesi e smaltimento degli ormoni. Anche il fegato in questa fase elimina gli estrogeni in eccesso.

Se l'orario in cui ci addormentiamo cambia ogni sera, se a mezzanotte siamo ancora incollate al telefono e all'alba scatta la sveglia, il corpo non riesce a costruire quel ritmo circadiano stabile su cui si regge tutto l'equilibrio ormonale.

Le ricerche che hanno indagato il legame tra privazione di sonno e ormoni riproduttivi hanno rilevato che un sonno cronicamente breve o irregolare è collegato a un calo del progesterone, mentre il livello di estrogeni resta relativamente più alto. È esattamente lo sbilanciamento che conosciamo come dominanza estrogenica.

La melatonina, che il corpo produce al buio e in condizioni tranquille, non serve solo a farci addormentare: agisce anche da antiossidante che protegge le ovaie e influenza indirettamente la produzione di progesterone. Se l'ora di andare a letto slitta di continuo, anche questo effetto protettivo si indebolisce.

Il tuo corpo non sa distinguere perché sei sveglia alle due di notte. Registra solo una cosa: non c'è un ritmo sicuro e prevedibile su cui costruire il suo programma ormonale.

I carboidrati raffinati che ti mettono sull'ottovolante dell'insulina

La farina bianca, le bibite zuccherate, le barrette veloci della colazione non pesano solo sul girovita. Quando mangiamo spesso cibi che immettono zuccheri ad assorbimento rapido nel sangue, l'insulina schizza in alto e poi crolla. E questo ottovolante lascia il segno anche sul fegato.

È il fegato a occuparsi di scomporre gli estrogeni ormai "usati" ed eliminarli dall'organismo. Ma se è costantemente impegnato a gestire i picchi di insulina, questa funzione depurativa passa in secondo piano.

In più, un livello di insulina elevato stimola anche la produzione ovarica di androgeni ed estrogeni, accentuando ulteriormente lo squilibrio. Nella letteratura endocrinologica questo aspetto torna spesso quando si studia il legame tra insulino-resistenza e sindrome dell'ovaio policistico, perché i due fenomeni tendono ad andare a braccetto.

Non serve evitare ossessivamente ogni carboidrato. Ma una routine in cui il ritmo della giornata è scandito dal panino bianco al mattino, dalla barretta energetica del pomeriggio e dalla pasta industriale della sera, a lungo andare mette sotto pressione il sistema ormonale.

Gli xenoestrogeni che si accumulano dalla plastica

Il terzo fattore, invisibile a molti, si nasconde nei contenitori di plastica, nei bicchieri da caffè e nelle bottiglie che usiamo ogni giorno. Alcuni composti presenti in certe plastiche, come il bisfenolo A o alcuni ftalati, una volta entrati nel corpo si comportano come se fossero estrogeni: per questo li chiamiamo xenoestrogeni.

Queste molecole si legano ai recettori estrogenici delle cellule e in questo modo confondono i segnali ormonali del corpo.

Il problema non nasce da una singola volta: si accumula. Se scaldiamo spesso il cibo nel microonde in contenitori di plastica, se beviamo caffè o tè bollente da bicchieri di plastica, o se conserviamo gli alimenti per anni nella stessa scatola consumata e graffiata, la quantità che si rilascia cresce.

Diverse ricerche hanno mostrato che il calore e i cibi acidi o grassi accelerano il rilascio di questi composti. E gli xenoestrogeni, una volta nell'organismo, si depositano non solo in fegato e reni ma anche nel tessuto adiposo, da cui è più difficile eliminarli.

Presa da sola, forse questa esposizione non causerebbe cambiamenti drammatici. Ma insieme al sonno irregolare e ai carboidrati raffinati crea un triplo carico che il sistema ormonale prima o poi segnala, spesso proprio attraverso gli sbalzi d'umore, la tensione premestruale o quell'irritabilità inspiegabile.

Se in queste abitudini ti sei riconosciuta più di una volta, non devi stravolgere tutto dall'oggi al domani. Ma vale la pena fare attenzione a come dormi, a cosa mangi a colazione e da cosa bevi il caffè del pomeriggio. Il sistema ormonale reagisce lentamente, ma si ricostruisce con la stessa lentezza, se gli diamo tempo e spazio.

Che cos'è esattamente la dominanza estrogenica?

Non significa avere troppi estrogeni in assoluto, ma un rapporto sbilanciato tra estrogeni e progesterone. Quando il progesterone cala e gli estrogeni restano relativamente più alti, l'equilibrio si sposta.

Come può il sonno influenzare gli ormoni?

Di notte l'organismo sintetizza e smaltisce gran parte degli ormoni e il fegato elimina gli estrogeni in eccesso. Un sonno cronicamente breve o irregolare è collegato a un calo del progesterone e indebolisce l'effetto protettivo della melatonina.

Perché i carboidrati raffinati sono un problema per gli ormoni?

Provocano picchi e cadute rapide di insulina che tengono il fegato impegnato, mettendo in secondo piano il suo compito di eliminare gli estrogeni usati. Un'insulina alta stimola inoltre la produzione ovarica di androgeni ed estrogeni.

Cosa sono gli xenoestrogeni e dove si trovano?

Sono composti come il bisfenolo A o alcuni ftalati, presenti in certe plastiche, che nel corpo agiscono come estrogeni. Si accumulano soprattutto con contenitori e bicchieri di plastica esposti a calore, cibi acidi o grassi.

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