Le decisioni delle sette del mattino
Con l'allerta alta la lista delle scelte è sempre la stessa, quindi si può preparare in anticipo. Prima domanda: il mio spostamento è necessario in quella fascia oraria o posso anticiparlo e posticiparlo? Seconda: la strada che faccio abitualmente ha sottopassi, guadi, tratti che si allagano sempre? Se la risposta è sì, il percorso alternativo va deciso ora, non davanti a una pozzanghera profonda mezzo metro. Terza: chi prende i bambini se io resto bloccata al lavoro? Un nome, un numero, un messaggio già scritto nelle bozze.
Io tengo in cucina un foglio ridicolmente semplice con tre righe: chi accompagna, chi recupera, chi è il piano B. Nelle giornate normali non lo guarda nessuno. Nelle giornate di allerta evita quattro telefonate e una litigata. Se lavori fuori casa, chiedi in anticipo come si comporta la tua azienda nei giorni di allerta: sapere che esiste la possibilità di lavorare da casa ti fa risparmiare l'ansia del giorno stesso.
Il minimo indispensabile, già pronto
Non serve trasformare l'ingresso in un rifugio antiatomico. Serve che quattro cose siano dove pensi che siano: una torcia con le batterie buone (non la luce del telefono, che ti serve carico), una powerbank già carica, dell'acqua potabile e una cartellina con i documenti importanti e i farmaci che qualcuno in casa prende ogni giorno. Aggiungi le scarpe impermeabili di tutti nello stesso punto, perché la caccia allo stivale destro alle sette e dieci è un classico.
Se hai un piano seminterrato, una cantina o un box, quello è il posto dove guardare prima: cartoni appoggiati a terra, ciabatte elettriche sul pavimento, ricordi in scatole di cartone. Sollevare tutto di trenta centimetri su un pallet o uno scaffale è il gesto più economico e più efficace di tutta la stagione.






