C'è un legame che brucia dentro come pochi altri, eppure resta sospeso. Ti fa sentire viva e disperata nello stesso momento. È la quasi-relazione: emozioni fortissime da una parte, indifferenza dall'altra.
Queste sono le voci di donne che ci sono passate. Donne che, alla fine, hanno capito una cosa semplice ma difficilissima da accettare mentre la vivi: meritavano molto più di qualche briciola d'affetto.
La ricompensa
A volte era dolcissimo, e mi faceva sentire l'unica ragazza al mondo. Altre volte diventava freddo, distante, come se non volesse nulla da me. Ero come un cagnolino che continua a fare le feste perché ogni tanto riceve un premietto dal padrone.
È stato difficile staccarmi, perché quando andava bene, andava benissimo. Ma a un certo punto ho capito che così non c'era futuro: mi sono sentita usata molto più spesso di quanto mi sia sentita felice. E allora ho deciso: basta accontentarmi di briciole emotive, io valgo di più.
Ero sempre disponibile
Ogni volta che lasciava la sua ragazza del momento, chiamava me. Piangeva sulla mia spalla, io lo abbracciavo, io lo consolavo. A volte non solo con le parole, ma anche con il corpo, perché ero innamorata di lui. Ero felice di poter alleviare il suo dolore e, ingenuamente, pensavo che prima o poi avrebbe capito che ero io quella su cui poteva sempre contare, quella che c'era sempre quando aveva bisogno.
La cosa curiosa è che all'epoca non sentivo affatto di essere usata. Oggi invece tornerei indietro nel tempo per prendermi a scossoni: cosa stai facendo, cosa stai aspettando, perché non vedi quanto sia egoista e tossico questo suo comportamento? Inutile dirlo: l'ho aspettato invano. Per lui ero solo una specie di pronto soccorso emotivo e fisico, niente di più.
Il mistero
Avevo mitizzato troppo un uomo e volevo risolvere il mistero, quando in realtà la verità era una sola: non voleva impegnarsi con me. Credevo che se non l'avessi cercato, se non gli fossi stata addosso, se fossi diventata "irraggiungibile" quanto lui, allora avrebbe iniziato a sentire la mia mancanza. Non è successo.
Io aspettavo e soffrivo, lui mi tirava giù dallo scaffale solo quando ne aveva voglia.
Miele amaro
Le emozioni c'erano, ma anche l'incertezza, perché la relazione non cresceva mai. Non esisteva un livello successivo, solo questo eterno "galleggiare". Quando stavamo insieme mi sentivo bene, ma quando non c'era, avvertivo una morsa al petto. Come se il mio corpo avesse capito prima della mia testa che tutto questo non mi faceva bene.
Era una specie di droga. Era proprio l'incertezza della situazione a creare dipendenza, perché mi spingeva a volermi dimostrare continuamente. Volevo mostrargli perché avrebbe dovuto scegliere me. Pensavo che se fossi stata più disponibile, mi avrebbe amata di più. È successo l'esatto contrario.
È triste quando la persona a cui ti aggrappi sempre di più è la stessa che si allontana sempre di più, lasciandoti andare un pezzetto alla volta.
Piena di speranza
La speranza è l'ultima a morire, ma nella mia quasi-relazione è morta anche un po' della mia anima. Quando stavamo insieme le mie emozioni si "accendevano" e, dato che lui non mi ha mai detto chiaramente che non saremmo mai stati una vera coppia, ho confuso la speranza con l'amore.
Quello che c'era tra noi era pieno di passione, ma allo stesso tempo totalmente instabile, e per questo anch'io sono diventata emotivamente fragile. Non capivo: se stiamo così bene insieme, perché non lo rendiamo qualcosa di stabile? Quando finalmente ho trovato il coraggio di farglielo notare, lui mi ha risposto che era proprio quello a rendere tutto eccitante.
"Baby, se dicessimo che stiamo insieme, la magia svanirebbe e diventerebbe subito soffocante, non capisci...?"
No, quello purtroppo non lo capivo. Ma una cosa l'avevo capita benissimo: era arrivato il momento di dire addio.
Che cos'è una quasi-relazione?
È un legame carico di emozioni intense che però non evolve mai in una relazione vera. Come raccontano queste storie, c'è passione e coinvolgimento da una parte, ma nessun impegno concreto e nessun "livello successivo".
Perché è così difficile staccarsi?
Perché quando le cose vanno bene, vanno benissimo, e proprio l'incertezza crea dipendenza. Come racconta una delle protagoniste, ci si sente spinti a dimostrare continuamente il proprio valore, sperando in una ricompensa che arriva solo a intermittenza.
Come capire di essere sfruttata in questo tipo di legame?
Spesso il corpo lo capisce prima della testa: quella morsa al petto quando l'altro non c'è, il sentirsi usata più spesso che felice. Nelle storie raccontate, la consapevolezza arriva quando si smette di scambiare la speranza per amore.
Qual è il primo passo per uscirne?
Riconoscere di meritare di più delle briciole affettive. Come dice una delle donne, il momento della svolta è quando si decide di non accontentarsi più e si trova il coraggio di dire addio.











