Il primo vero freddo arriva sempre con lo stesso effetto collaterale: esci di casa con una piega decente, cammini venti minuti con il berretto calato fino alle sopracciglia e quando entri in ufficio ti ritrovi i capelli incollati alla testa, con una riga orizzontale all'altezza della fronte e le lunghezze che si sollevano da sole per l'elettricità statica. Non è una questione di capelli fragili o di prodotti sbagliati: è attrito, calore e umidità concentrati in uno spazio chiuso. La buona notizia è che si lavora benissimo sulla prevenzione, e che il recupero richiede molto meno tempo di quanto pensi.
Perché il cappello appiattisce proprio le radici
Sotto la lana la testa suda leggermente anche quando fuori ci sono pochi gradi. Quel velo di umidità ammorbidisce la radice, che è la parte che regge tutto il volume, mentre il peso del tessuto la schiaccia in una direzione sola. In più lana e acrilico generano cariche elettrostatiche: le lunghezze si respingono tra loro e si alzano, creando il contrasto più antipatico, cioè testa piatta sopra e capelli elettrici sotto. Se poi esci con i capelli non perfettamente asciutti, la piega si fissa esattamente nella forma del cappello e lì resta per tutto il giorno.






