Sono i sandali che hai portato tutta l'estate, quelli che hanno preso la sabbia, la pioggia improvvisa di agosto, il pavimento della piscina e il pomeriggio in cui hai camminato più del previsto. Adesso stanno in fondo alla scarpiera con il plantare grigio nel punto del tallone e un'impronta scura che ti guarda male. È il momento giusto per occuparsene: se li metti via così, a marzo li ritrovi peggio, perché il tempo lavora sullo sporco e sull'umidità. Mezz'ora adesso vale un paio di stagioni in più.
Prima capisci di che materiale sono fatti
Un sandalo in sughero non è un oggetto unico: è un assemblaggio di materiali che si comportano in modo opposto. C'è il letto plantare, di solito in sughero e lattice, rivestito di pelle scamosciata non trattata, che assorbe tutto e teme l'acqua. C'è il bordo laterale in sughero, poroso e sigillato con una vernice trasparente che nel tempo si screpola. C'è la tomaia, che può essere pelle liscia, nabuk, scamosciato o materiale sintetico. E c'è la suola in gomma, l'unica parte che si può bagnare senza pensieri.
Da questo derivano le due regole più importanti, che ripeto sempre: mai lavatrice e mai immersione in acqua. L'acqua che entra tra strato e strato scolla gli incollaggi e gonfia il sughero, e non c'è rimedio. Lo stesso vale per il calorifero o il phon caldo per asciugare in fretta: il sughero si secca e si sbriciola.
Il plantare: a secco, poi appena umido
Si parte sempre asciutti. Prendi una spazzola a setole medie, di quelle per il camoscio o una vecchia spazzola da bucato, e strofina energicamente tutta la conca del plantare per sollevare polvere, sabbia e strato superficiale scurito. Già così vedrai un miglioramento. Poi passa a un panno o a una spugna leggermente inumidita, strizzata bene, con una punta minima di sapone neutro: lavori a piccoli cerchi sulle zone più segnate, senza mai inzuppare, e subito dopo tamponi con un panno asciutto.
Per l'odore, il rimedio più semplice è il bicarbonato: ne cospargi un velo sul plantare asciutto, lasci agire qualche ora o tutta la notte e poi spazzoli via. Ripeti se serve. Evita invece candeggina, alcol puro e detergenti sgrassanti aggressivi sulla pelle scamosciata: sbiancano a macchie e induriscono la superficie. Quando il plantare è asciutto del tutto, una spazzolata finale nella stessa direzione uniforma il colore.
Sughero, fibbie e tomaia
Guarda il bordo in sughero controluce. Se noti piccole crepe o zone opache in cui il rivestimento si è consumato, è il momento di ripassarlo con uno dei sigillanti trasparenti pensati proprio per questo: si applica in strato sottile su superficie pulita e asciutta, e protegge dall'umidità invernale. Pulisci prima il bordo con un panno appena umido, senza insistere sulle crepe.
La tomaia si tratta come una scarpa qualsiasi dello stesso materiale: pelle liscia con panno morbido e un velo di crema neutra, nabuk e scamosciato con spazzola e gommino apposito per le macchie, sintetico con acqua e sapone e risciacquo di un panno. Le fibbie si lucidano a secco con un panno; se sono opache o hanno aloni salati, un passaggio con panno appena umido e asciugatura immediata evita i puntini di ossidazione. La suola la sciacqui sotto il rubinetto tenendo il resto della scarpa sollevato, e la strofini con una spazzola dura.
Come metterli via per l'inverno
Asciugatura lenta, all'ombra, in un ambiente arieggiato, per almeno un giorno intero: il sughero deve perdere ogni residuo di umidità. Poi niente sacchetti di plastica, che creano condensa e muffa. Meglio una scatola di cartone, un sacchetto di cotone o semplicemente un ripiano alto della scarpiera, con un foglio di carta tra un paio e l'altro. Se hai tenuto la scatola originale, togli il coperchio o pratica qualche foro. Un controllo a metà inverno, giusto per annusare e guardare, ti evita brutte sorprese.
Si possono lavare in lavatrice?
No, ed è l'errore più diffuso. Il ciclo di lavaggio combina acqua abbondante, calore e movimento meccanico: tre cose che il sughero e gli incollaggi non sopportano. Il risultato tipico è un plantare deformato, un bordo gonfio e strati che iniziano a separarsi, spesso senza che il danno sia visibile subito. Anche il lavaggio a mano sotto il getto del rubinetto rientra nella stessa categoria: l'unica parte che può bagnarsi liberamente è la suola in gomma.
Come tolgo l'odore dal plantare?
Il bicarbonato lasciato in posa una notte e poi spazzolato via risolve la maggior parte dei casi, perché assorbe umidità e residui. Se l'odore torna, alterna qualche giorno di riposo all'aria aperta ma all'ombra, ruotando i sandali con un altro paio invece di indossarli ogni giorno. Un plantare che non si asciuga mai completamente è la causa più frequente del problema, molto più dello sporco visibile.











