Ci sono tagli che cambiano il colorito più di un fondotinta nuovo. Il butterfly, nella sua versione midi, è uno di questi: resta lungo abbastanza da poterlo raccogliere, ma le ciocche intorno al viso sono tagliate più corte e mosse verso l'esterno, così lo sguardo di chi ti guarda viene spinto verso l'alto, sugli zigomi, invece che verso il basso, sulla mandibola. Non è magia e non è chirurgia: è geometria applicata alla testa, ed è il motivo per cui in questo periodo tantissime donne arrivano dal parrucchiere con la stessa fotografia nel telefono.
Che cos'è davvero il butterfly midi
Immagina due strati che convivono. Lo strato interno è più corto e gonfio, crea il movimento e solleva la massa; lo strato esterno resta lungo, in genere tra la clavicola e la metà del décolleté, e tiene insieme la forma così il taglio non sembra una scalatura anni Duemila. Le ciocche frontali, più corte, incorniciano il viso partendo all'altezza dello zigomo o appena sotto, e vengono asciugate verso fuori per aprire i lineamenti.
La versione midi è la più indossabile: abbastanza lunga da fare una coda, abbastanza strutturata da avere volume anche senza piastra. Rispetto a un taglio pari di uguale lunghezza, regala la sensazione di capelli più folti, perché il movimento interno impedisce alla massa di appiattirsi sulle spalle.






