A chi sta bene (e come adattarlo)
Su un viso tondo conviene far partire le scalature più in basso, verso la mandibola, per allungare l'ovale invece di allargarlo. Su un viso lungo o rettangolare succede il contrario: ciocche frontali più corte, magari una frangia a tendina morbida, per accorciare visivamente la zona centrale. Su un viso quadrato il punto d'oro è una cornice molto sfilata, che ammorbidisce gli angoli senza toglierli del tutto.
Conta anche la densità. Sui capelli fini chiedi scalature poche e nette, concentrate sulla parte alta: troppi strati su una chioma sottile tolgono corpo alle punte e il risultato sembra svuotato. Sui capelli molto folti, al contrario, si può alleggerire anche internamente per evitare l'effetto triangolo.
Le parole giuste dal parrucchiere
«Voglio il butterfly» a volte non basta, perché ognuno lo interpreta a modo suo. Prova a descrivere le tre cose che contano: lunghezza finale («che arrivi circa qui», indicando il punto sulla clavicola), punto di partenza della cornice («le ciocche più corte all'altezza dello zigomo, non più su») e quantità di movimento («scalature morbide, voglio che si veda il movimento ma che la lunghezza resti piena»). Aggiungi come ti asciughi davvero i capelli: se non userai mai la spazzola rotonda, dillo, perché un bravo professionista adatterà il taglio a una piega naturale invece che a una da salone.






