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Come organizzare un battesimo: la scaletta che tiene insieme parrocchia, famiglia e nervi

Borka Calzolaio4 min di lettura
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Come organizzare un battesimo: la scaletta che tiene insieme parrocchia, famiglia e nervi — Famiglia
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Il battesimo è una festa piccola che riesce a diventare enorme, e quasi sempre non per colpa della festa: è che arriva in un periodo in cui si dorme poco, si ha un neonato addosso e si hanno due famiglie che hanno opinioni molto chiare su quasi tutto. La differenza tra un'organizzazione serena e tre settimane di telefonate nervose sta nell'ordine in cui si prendono le decisioni. Se si parte dal ristorante o dalle bomboniere, si finisce a rincorrere; se si parte dalla data, tutto il resto si incastra quasi da solo.

Primo passo: la parrocchia, prima di qualsiasi altra cosa

La telefonata alla parrocchia viene prima del ristorante, prima degli inviti, prima del vestitino. Ogni parrocchia ha le sue abitudini: giorni e orari in cui si celebrano i battesimi, la possibilità o meno di una celebrazione singola, un incontro di preparazione per i genitori, eventuali indicazioni sui padrini. Sono cose che nessuno può indovinare da fuori e che determinano tutto il resto del calendario.

Quando chiami, porta già con te le informazioni che di solito servono: i dati del bambino, quelli dei genitori, la parrocchia di residenza se il battesimo si celebra altrove. E chiedi esplicitamente due cose pratiche che spesso restano sottintese: a che ora finirà la celebrazione e se si possono scattare foto. Sapere l'orario di uscita è ciò che ti permette di fissare il pranzo senza il classico buco di novanta minuti in cui nessuno sa dove andare.

I padrini: la scelta che dura più della giornata

Qui si giocano molte partite familiari. Il criterio pratico è semplice: la parrocchia indica i requisiti, e vanno chiesti a lei, non ricostruiti per sentito dire. Il criterio umano, invece, è più difficile e conta di più. Il padrino o la madrina è una figura che dovrebbe restare nella vita del bambino anche fra dieci anni, quando gli equilibri tra fratelli, cognate e amiche saranno cambiati.

Se la scelta rischia di scontentare qualcuno, il modo meno doloroso di comunicarla è farlo di persona e presto, senza giustificazioni lunghe: le spiegazioni articolate suonano come scuse e alimentano la discussione. Una frase breve, affettuosa e definitiva funziona meglio di un discorso. E chi resta fuori può avere un ruolo comunque: leggere durante la celebrazione, tenere il bambino all'uscita, occuparsi delle foto.

Invitati e pranzo: decidere il numero prima del posto

L'errore più comune è visitare i locali senza avere una cifra in testa. Si finisce per adeguare la lista al ristorante, e la lista cresce sempre. Meglio fare il contrario: scrivere l'elenco delle persone che vuoi davvero lì, contarle, e solo dopo cercare un posto che regga quel numero. Se le due famiglie hanno dimensioni molto diverse, mettilo in conto in anticipo e dillo chiaramente, così non diventa un rinfaccio a tavola.

Sul formato: il pranzo al ristorante è comodo ma lungo, e con un neonato tre ore di seduta sono pesanti. Il buffet in casa o in giardino è più flessibile ma richiede qualcuno che si occupi davvero di cucina e pulizie, e quel qualcuno non puoi essere tu. Una terza via che funziona molto bene è il rinfresco a metà mattina o nel pomeriggio: più breve, meno costoso, e finisce prima che il bambino crolli.

La giornata del bambino viene prima di tutto

Un battesimo riuscito è quello in cui il protagonista non piange per quattro ore. Serve solo organizzarsi attorno ai suoi ritmi: scegliere l'orario compatibile con il sonno e le poppate, portare un cambio completo — meglio due — e non vestirlo con l'abito buono fino all'ultimo momento. Prevedi una stanza o un angolo tranquillo dove potersi ritirare per allattare o far dormire, e chiedilo al ristorante in anticipo.

Un'ultima raccomandazione che vale oro: assegna dei compiti. Una persona che raccoglie i regali, una che si occupa delle bomboniere all'uscita, una che tiene d'occhio i bambini più grandi. Se resti tu il centro di smistamento di ogni domanda, della tua giornata non ricorderai niente.

Quanto tempo prima bisogna iniziare a organizzare?

Due o tre mesi sono di solito sufficienti, ma il vero vincolo è la disponibilità della parrocchia, che in certi periodi dell'anno è limitata: quella va verificata per prima e anche prima. Ristoranti e sale, se la data cade in primavera o a ridosso delle feste, vanno prenotati con largo anticipo, mentre inviti, vestitino e bomboniere si possono tranquillamente sistemare nelle ultime settimane.

Quanti invitati sono troppi?

Non esiste un numero giusto, esiste un numero sostenibile per voi: se guardando la lista senti fatica invece di piacere, è già troppo lunga. Una buona prova è chiedersi, nome per nome, se quella persona sarà ancora nella vita di tuo figlio fra qualche anno; se la risposta è no ed è lì solo per obbligo sociale, puoi anche solo mandarle una foto e un messaggio il giorno dopo.

Informazioni sull’autrice

Borka Calzolaio

Borka Calzolaio racconta l’intreccio quotidiano di lavoro, famiglia e un cervello ADHD che non sta nelle righe. Scambia storie oneste con consigli onesti, con deviazioni occasionali nel giardinaggio da balcone e nell’arte di rendere un martedì sera meno triage.

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