Ogni volta che qualcuno mi dice che vorrebbe andare in Giappone ma non sa da dove cominciare, la scena è sempre la stessa: venti schede aperte, una lista di templi copiata da internet, l'ansia dei treni e la sensazione di essere già in ritardo. Il punto è che il Giappone non è complicato, è solo pieno: se provi a decidere tutto insieme ti blocchi. Se invece prendi le decisioni nell'ordine giusto, ognuna elimina le opzioni sbagliate della successiva.
Prima decisione: quando, e per quanti giorni
La stagione cambia il viaggio più di qualsiasi altra scelta. La primavera dei ciliegi e l'autunno degli aceri rossi sono meravigliosi e sono anche i periodi in cui il paese è più affollato e le sistemazioni si esauriscono con largo anticipo. L'estate è calda e molto umida, con la stagione delle piogge nella prima parte; l'inverno è secco e limpido nelle città principali, spesso sottovalutato e perfetto per chi ama camminare. Esistono poi settimane di festività nazionali in cui i giapponesi stessi viaggiano in massa: vale la pena verificarle sul calendario e, se puoi, evitarle.
Sulla durata: sotto i dieci giorni effettivi il viaggio diventa una corsa, perché il volo è lungo e il fuso si fa sentire per i primi due. Due settimane sono la misura in cui si respira. Se hai solo una settimana, non tagliare i giorni: taglia le città.
Seconda decisione: la forma dell'itinerario
Per un primo viaggio funziona quasi sempre la stessa struttura: una grande città all'inizio, una base culturale al centro, e una parentesi più lenta prima del ritorno. In pratica, qualche giorno a Tokyo per ambientarsi, qualche giorno a Kyoto usandola come base per spostamenti brevi, e poi una tappa diversa — una città di mare, una zona termale, un pezzo di campagna — che serva a spezzare il ritmo urbano.
La regola che ripeto sempre: mai meno di tre notti per città importante, perché ogni trasferimento ti mangia mezza giornata tra check out, stazione e sistemazione. E programma una sola cosa impegnativa al giorno, più una di riserva nelle vicinanze. In Giappone il fascino sta molto in ciò che succede tra un punto e l'altro: i vicoli, i piccoli santuari, i reparti alimentari nei sotterranei dei grandi magazzini.
Terza decisione: trasporti, bagagli e contanti
Il treno è il mezzo naturale per muoversi tra le città, e le stazioni sono ordinatissime ma enormi: scarica in anticipo un'app di navigazione ferroviaria e impara a leggere il nome della linea, non solo quello della destinazione. Sui pass ferroviari non esiste una risposta universale: conviene fare due conti sul proprio itinerario reale, perché chi si muove poco spesso spende meno acquistando le singole tratte. Per la metropolitana, una carta ricaricabile senza contatto ti evita di comprare biglietti ogni volta e funziona anche in moltissimi negozi.
Sul bagaglio: viaggia leggera. Gli alloggi sono spesso piccoli, gli ascensori stretti e le scale delle stazioni molte. Esiste un servizio di spedizione dei bagagli tra hotel molto diffuso e affidabile, utilissimo se vuoi affrontare una giornata di spostamento con il solo zaino. E porta un paio di scarpe comode che si tolgono facilmente: entrerai e uscirai dalle calzature più volte al giorno, in templi, ryokan e certi ristoranti.
Il Giappone accetta le carte quasi ovunque, ma i piccoli locali, i templi minori e alcuni mercati restano legati al contante: tieni sempre qualche banconota e le monete da cento yen, che servono anche per gli armadietti in stazione. Per internet, una eSIM o un router portatile risolvono tutto: senza connessione, orari dei treni e mappe diventano una fatica inutile.
Quanti giorni servono per un primo viaggio in Giappone?
Dieci giorni pieni sono il minimo realistico per vedere due città importanti senza correre, e quattordici sono la durata in cui il viaggio smette di essere una maratona e diventa un'esperienza. Se hai meno tempo, scegli una sola base — Tokyo oppure Kyoto — e usa le gite in giornata: tornerai a casa con molti più ricordi che avendo cambiato hotel quattro volte.
Meglio prenotare tutto prima o lasciare spazio all'improvvisazione?
Voli e alloggi vanno fissati con anticipo, soprattutto nelle stagioni più richieste e nelle località piccole dove le strutture hanno poche camere; anche alcune esperienze molto richieste vanno riservate appena si aprono le date. Per il resto lascia respiro: cene, musei minori e giornate di quartiere si decidono benissimo sul posto, e sono spesso la parte del viaggio che ricorderai più a lungo.











