Il Giappone è uno di quei posti che si prepara a lungo, spesso per anni, e proprio per questo rischia di essere vissuto male: arrivi con una lista così densa che ogni giornata diventa un trasferimento, e torni a casa con quattromila foto e la sensazione di non aver mai respirato. Dopo aver aiutato amiche a mettere in fila i loro primi itinerari, ho capito che tutto si gioca su quattro o cinque decisioni prese prima di partire. Il resto, lì, funziona talmente bene da solo che puoi anche improvvisare.
Quando andare, e quando assolutamente evitare
Primavera e autunno sono le stagioni più amate: la fioritura dei ciliegi e il foliage hanno una ragione d'essere, ma portano con sé folla e prezzi alti. L'estate è calda e molto umida nelle grandi città, l'inverno è secco e luminoso, con meno turisti e un enorme vantaggio: le code si accorciano ovunque. Se puoi scegliere, guarda anche alle settimane di confine — inizio dicembre, fine febbraio, metà giugno — dove il meteo è vivibile e le città respirano.
Ci sono invece periodi in cui tutto il Paese si muove insieme: la lunga serie di festività di primavera e la settimana di ferie estiva in cui molti giapponesi tornano ai paesi d'origine. In quei giorni treni e alberghi si riempiono con largo anticipo. Se la tua finestra di vacanza cade lì, prenota prestissimo e metti in conto di muoverti meno.





