Meno città, più giorni: la regola che salva il viaggio
L'errore classico del primo viaggio è voler vedere Tokyo, Kyoto, Osaka, Hiroshima, Nara, Kanazawa e magari anche il monte Fuji in dieci giorni. Si può fare, ma si passa metà del tempo con il trolley in mano. La formula che funziona meglio è quella delle due basi: una città a est e una a ovest, con escursioni in giornata intorno a ciascuna. Da una base a Kyoto, per esempio, raggiungi facilmente diverse mete vicine senza rifare le valigie ogni notte; da Tokyo puoi uscire verso la costa o la montagna e rientrare la sera.
Conta anche di inserire, ogni tre giorni intensi, mezza giornata senza programma. Nelle città giapponesi il tempo non programmato è spesso il più bello: un quartiere residenziale, un mercato coperto, un piccolo tempio senza fila, una caffetteria al secondo piano che non compare su nessuna lista.
Trasporti, bagagli e i piccoli meccanismi che cambiano la giornata
I treni sono il cuore del sistema: puntuali, chiari, con indicazioni anche in caratteri latini nelle tratte principali. Prima di partire, valuta se un pass ferroviario ha senso per il tuo itinerario: conviene se fai lunghe tratte, molto meno se resti concentrata su due aree. Fai due conti sulle tratte che pensi davvero di percorrere, non su quelle ipotetiche.
In città servirà una carta prepagata per metro e autobus, da ricaricare quando serve: evita di comprare un biglietto alla volta e ti risparmia file. Per gli spostamenti lunghi, il servizio di spedizione dei bagagli da hotel a hotel è una delle comodità più sottovalutate: parti la mattina con uno zaino leggero e ritrovi la valigia a destinazione il giorno dopo. Porta scarpe comode che si tolgono e si rimettono facilmente, perché entrerai scalza in molti luoghi, e calze senza buchi, che è un dettaglio meno banale di quanto sembri.





