Dormire, mangiare, pagare
Prenota gli alloggi con largo anticipo nelle città principali, soprattutto se vuoi stanze familiari o un ryokan tradizionale: le camere giapponesi sono spesso piccole e quelle adatte a tre o quattro persone finiscono prima. Mangiare, invece, richiede pochissima pianificazione: i menù del pranzo nei piccoli ristoranti sono un ottimo affare, i minimarket aperti sempre salvano le cene tardi e i reparti alimentari nei seminterrati dei grandi magazzini sono un'esperienza a sé. Se qualcuno nel gruppo ha allergie o segue un'alimentazione particolare, prepara una frase scritta nella lingua locale da mostrare: brodi e salse contengono spesso ingredienti non evidenti.
Il pagamento elettronico è diffuso, ma il contante resta utile per templi, mercatini, piccoli locali e armadietti della stazione. Tieni sempre un po' di monete e banconote con te e verifica prima di partire quali sportelli accettano la tua carta.
Quanti giorni servono per un primo viaggio in Giappone?
Considerando i voli lunghi e il fuso orario, sotto i dieci giorni pieni sul posto il viaggio diventa faticoso e sbilanciato. Con dieci o dodici giorni si gestiscono bene due basi con qualche escursione; con due settimane puoi aggiungere una terza zona o rallentare davvero, che è spesso la scelta migliore al primo viaggio, perché la stanchezza da jet lag si fa sentire nei primi due o tre giorni.
Serve sapere il giapponese per cavarsela?
No, non è indispensabile: le stazioni, i musei e i luoghi turistici hanno indicazioni comprensibili e le app di traduzione con fotocamera risolvono quasi tutto, menù compresi. Imparare però una decina di parole di cortesia e i numeri cambia completamente la qualità degli incontri, e scaricare in anticipo le mappe offline e una app di traduzione utilizzabile senza rete ti eviterà momenti di panico nei quartieri meno turistici.










