Il Giappone è uno di quei viaggi che si sognano per anni e poi si organizzano in tre settimane di panico, la sera, con dodici schede aperte e la sensazione di dover decidere tutto insieme. In realtà le decisioni sono poche e hanno un ordine preciso: se le prendi nella sequenza giusta, ognuna restringe il campo per quella dopo e l'itinerario si compone quasi da solo. Se le prendi alla rinfusa, ti ritrovi con biglietti aerei comprati per un periodo sbagliato e sette città in dieci giorni.
Prima decisione: quando andare
La stagione cambia il viaggio più di qualsiasi altra scelta. Primavera e autunno sono i periodi più amati, tra fioriture e foliage, ma sono anche i più affollati e quelli in cui alloggi e treni si riempiono con largo anticipo. L'estate è calda e molto umida, soprattutto nelle città, e va affrontata solo se accetti pause lunghe nelle ore centrali; l'inverno, in compenso, regala cieli tersi e templi vuoti, con un freddo secco assolutamente gestibile nelle zone centrali del paese.
Un'attenzione in più va alle settimane di vacanza interne, quando si sposta mezzo Giappone: i periodi di festa di inizio maggio, quelli di metà agosto e il Capodanno vedono treni pieni, prezzi alti e molte attività chiuse. Se puoi, evitali. E qualunque sia la data scelta, controlla per tempo i requisiti d'ingresso aggiornati sui canali ufficiali, perché le procedure cambiano.





