Il Giappone è uno di quei viaggi che si sognano per anni e poi si organizzano in tre settimane di panico, la sera, con dodici schede aperte e la sensazione di dover decidere tutto insieme. In realtà le decisioni sono poche e hanno un ordine preciso: se le prendi nella sequenza giusta, ognuna restringe il campo per quella dopo e l'itinerario si compone quasi da solo. Se le prendi alla rinfusa, ti ritrovi con biglietti aerei comprati per un periodo sbagliato e sette città in dieci giorni.
Prima decisione: quando andare
La stagione cambia il viaggio più di qualsiasi altra scelta. Primavera e autunno sono i periodi più amati, tra fioriture e foliage, ma sono anche i più affollati e quelli in cui alloggi e treni si riempiono con largo anticipo. L'estate è calda e molto umida, soprattutto nelle città, e va affrontata solo se accetti pause lunghe nelle ore centrali; l'inverno, in compenso, regala cieli tersi e templi vuoti, con un freddo secco assolutamente gestibile nelle zone centrali del paese.
Un'attenzione in più va alle settimane di vacanza interne, quando si sposta mezzo Giappone: i periodi di festa di inizio maggio, quelli di metà agosto e il Capodanno vedono treni pieni, prezzi alti e molte attività chiuse. Se puoi, evitali. E qualunque sia la data scelta, controlla per tempo i requisiti d'ingresso aggiornati sui canali ufficiali, perché le procedure cambiano.
Seconda decisione: quante basi, non quante città
L'errore classico del primo viaggio è pensare in città invece che in basi. Ogni trasferimento con i bagagli costa mezza giornata tra check-out, stazione e sistemazione. Per dieci o dodici giorni, due basi sono sufficienti e tre sono il massimo ragionevole: una nell'area di Tokyo, una a Kyoto (con Nara, Osaka e Uji raggiungibili in giornata), eventualmente una terza per una deviazione che ti interessa davvero, che sia il Giappone delle Alpi o un'isola.
Poi costruisci le giornate per quartieri, non per elenco di monumenti: una mattina in una zona, il pomeriggio in quella accanto, evitando di attraversare la città tre volte. E lascia almeno mezza giornata libera ogni tre: in Giappone le cose più belle capitano quando entri in un negozio di quartiere o ti fermi in un konbini a fare colazione senza un programma.
Terza decisione: treni, bagagli e pagamenti
Sui treni conviene fare un conto vero invece di affidarsi al sentito dire: segna le tratte lunghe che farai davvero, cerca il costo dei singoli biglietti e confrontalo con il pass ferroviario che stai valutando. Se il tuo viaggio è concentrato su due basi vicine, spesso i biglietti singoli bastano; se attraversi il paese più volte, il pass ha senso. In città servono invece le carte prepagate per metropolitana e autobus, comodissime anche per i distributori automatici.
Sui bagagli, impara subito l'esistenza del servizio di spedizione tra alberghi: mandi avanti la valigia grande e viaggi con uno zaino, il che rende i trasferimenti in treno un'altra cosa. Sul denaro, le carte sono ormai accettate quasi ovunque nelle città, ma tieni sempre contanti per templi, piccoli ristoranti, mercati e autobus rurali; i prelievi si fanno comodamente negli sportelli dei minimarket. Quanto agli alloggi, prenota per tempo almeno le prime notti e considera una o due notti in ryokan con bagno termale: è un'esperienza che vale una voce di budget dedicata, ma stancherebbe per tutto il viaggio.
Quarta decisione: cosa imparare prima di partire
Non serve studiare la lingua, servono cinque gesti. Togliersi le scarpe dove indicato, non mangiare camminando nelle zone affollate, tenere la voce bassa sui mezzi, non lasciare mance, fare la fila dove è segnata sul marciapiede. Aggiungi due parole, "arigatou" e "sumimasen", un'app di traduzione con fotocamera per i menu e una carta della metropolitana scaricata offline. Con questo sei attrezzata più della media.
Quanti giorni servono per un primo viaggio in Giappone?
Dieci giorni pieni sul posto sono il minimo per non vivere di corsa, considerando che il volo intercontinentale e il fuso ti rubano di fatto la prima giornata. Con quattordici giorni si respira davvero: due basi principali, qualche gita fuori porta e il margine per una deviazione in montagna o al mare senza ridurre tutto a una lista di spunte.
Conviene ancora il pass ferroviario?
Dipende interamente dal tuo itinerario, quindi la risposta va calcolata e non cercata nei commenti altrui: elenca le tratte a lunga percorrenza che farai, verifica il prezzo dei biglietti singoli sui siti ufficiali e confrontalo con il costo del pass per quei giorni. Se resti per lo più tra due città vicine, spesso non rientri; se invece attraversi il paese avanti e indietro in pochi giorni, il conto cambia in fretta.











