Succede molto più spesso di quanto si racconti nei gruppi di amiche: sei in una relazione che ti va bene, a volte perfino bene davvero, e all'improvviso ti accorgi che ti alzi con più cura il martedì, il giorno in cui c'è quella riunione. Che controlli la chat di lavoro più del necessario. Che una battuta detta da lui ti resta addosso per ore. La cotta per un collega è uno dei temi che tornano continuamente nelle lettere delle lettrici, e la prima cosa da dire è che non è né un reato né una sentenza. E' un'informazione, e le informazioni si leggono.
Perché il collega diventa interessante (e non è un mistero)
Gli ingredienti sono quasi sempre gli stessi. C'è la prossimità: vedete la stessa persona ogni giorno, per ore, spesso in un contesto in cui siete entrambi competenti e quindi al meglio. C'è la selezione: al lavoro nessuno mostra la parte stanca, quella che litiga per la lavastoviglie o che ha l'influenza. C'è l'adrenalina condivisa dei progetti, delle scadenze, dei piccoli successi, che il cervello confonde facilmente con intimità. E c'è l'assenza totale di attrito domestico: con lui non hai mai discusso di soldi, di suoceri, di chi porta i figli a scuola. E' facile sembrare straordinari quando non ci si divide niente di faticoso.
Che cosa dice davvero della tua relazione
Una cotta non certifica che la storia a casa sia finita. Spesso segnala un bisogno più preciso: sentirsi vista, ricevere riconoscimento, provare un po' di novità, ricordarsi di essere ancora una donna che piace. Vale la pena chiedersi con onestà quale di questi bisogni sta bussando, perché la risposta cambia tutto. Se scopri che quello che ti manca è essere ascoltata con attenzione, il problema non è lui e non è il collega: è che a cena, da mesi, ci si parla solo di logistica. Se invece ti accorgi che da tempo pensi di andartene e questa attrazione è solo l'ultima conferma, allora la conversazione da fare è un'altra, e più seria.






