Perché sentiamo sempre il bisogno di giustificarci quando, in fatto di attrazione fisica, abbiamo preferenze precise e concrete? È come se ammettere di avere un "tipo" significasse automaticamente ignorare tutto il resto di una persona.
La verità è un'altra. Il nostro debole per l'altezza e per una voce profonda e vellutata non è superficialità. È un istinto naturale, profondamente radenato in noi e assolutamente legittimo.
Quando le orecchie decidono prima del cuore
Ricordo perfettamente quel periodo in cui io e mio marito eravamo ancora nei primi mesi magici della conoscenza. Stavamo parlando al telefono quando mia madre, per caso, ha sentito la voce che arrivava dall'altro capo della linea. Non le parole, badate bene: solo il tono.
Non l'avevo ancora presentato alla famiglia, perché non sapevamo bene dove ci avrebbe portato quella storia e sentivamo entrambi che era presto per una visita ufficiale. Eppure mia madre ha subito rizzato le orecchie e ha commentato con approvazione:
"Caspita, che voce profonda ha questo ragazzo!"
Ecco, non ho potuto fare a meno di sorridere tra me e me, perché sapevo esattamente di cosa stava parlando. Le voci profonde sono sempre state il mio punto debole, così come l'altezza. In fondo, da sempre, mi è piaciuto sentirmi un po' minuta e fragile tra le braccia rassicuranti dell'uomo scelto.
E il tempo mi ha dato ragione: da quasi vent'anni formiamo una squadra affiatata con questo uomo dalla voce profonda e, non a caso, abbastanza alto.
La scienza dice che non sono affatto un caso isolato
Le ricerche lo confermano più e più volte: la maggior parte delle donne preferisce nettamente i partner più alti, e questo desiderio è molto più forte in noi di quanto lo sia negli uomini l'attrazione per le donne più basse.
C'è un dato curioso: mentre buona parte degli uomini è disposta a frequentare una donna più alta o della stessa altezza, solo una minima percentuale di donne riesce a immaginare una relazione in cui l'uomo è più basso.
Sembra esistere un equilibrio ideale a cui tendiamo inconsciamente: secondo le statistiche, le donne si sentono più soddisfatte e al sicuro quando il partner è più alto di circa venti centimetri (8 pollici). Incredibile ma vero, nel nostro caso questa differenza corrisponde quasi al centimetro.
È proprio questa differenza a creare quella classica dinamica protettiva che, sia a livello visivo che emotivo, ci trasmette una sensazione di calma.
So bene, però, che la statistica è solo una media asettica, e la ricetta della felicità non si misura in centimetri. Intorno a me vedo tantissime coppie in cui questa differenza non esiste affatto, eppure l'aria vibra tra i due, perché il carisma, l'ironia e le attenzioni di un uomo pesano mille volte più della sua altezza.
Resta il fatto che la statura più bassa, purtroppo, viene spesso giudicata dal mondo esterno — a volte ingiustamente — come meno dominante o sicura di sé, in entrambi i sessi, mentre gli uomini alti vengono istintivamente percepiti come più atletici e decisi.
Successo, status e il "premio dell'altezza"
Dietro questa attrazione non c'è soltanto l'estetica evolutiva, ma anche una serie di segnali sottili legati al successo sociale. Esiste un fenomeno che gli economisti chiamano il "premio dell'altezza".
I dati statistici mostrano infatti che le persone più alte tendono ad avere, nell'arco della vita, redditi mediamente più elevati.
In parte questo accade perché chi è più alto, statisticamente, consegue più spesso titoli di studio superiori e ricopre in percentuale maggiore ruoli dirigenziali o intellettuali. Una differenza che si osserva persino all'interno della stessa famiglia: tra fratelli, chi è cresciuto di più intraprende spesso un percorso di studi più ambizioso.
E come se non bastasse, la costituzione fisica racconta anche molto sul benessere generale e sullo stato di salute. Ampie ricerche sullo stile di vita hanno rilevato che gli uomini più alti tendono ad avere indicatori di salute migliori e uno stile di vita più equilibrato — un effetto positivo che si riflette anche sulla partner.
Anche le donne che vivono accanto a uomini più alti dichiarano nei sondaggi una salute generale migliore e una qualità della vita più alta. La natura, insomma, ha costruito la chimica in modo geniale: la voce profonda e la statura alta sono biglietti da visita biologici che, da lontano, gridano vitalità e sicurezza.
Economisti e ricercatori a parte, però, ammettiamolo: questo "premio" è tremendamente ingiusto. Non è che gli uomini più alti siano biologicamente più intelligenti o leader migliori. È piuttosto la nostra società a funzionare ancora in modo un po' discriminatorio: tendiamo ad associare automaticamente alla statura più alta anche maggiore autorevolezza, complicando spesso senza motivo la strada a talenti geniali, ma più bassi.
In ogni caso, noi donne possiamo dirlo con serenità: non siamo superficiali, e non dobbiamo affatto chiedere scusa perché le nostre antenne biologiche funzionano. Quindi, la prossima volta che il cuore ti balzerà in gola per un uomo accanto al quale ti senti finalmente una donna piccola e fragile, non giustificarti con nessuno — goditi e basta la chimica!
Perché tante donne preferiscono gli uomini più alti?
Secondo le ricerche, la maggioranza delle donne prova una preferenza netta per i partner più alti. È un istinto legato all'estetica evolutiva e alla classica dinamica protettiva che, a livello visivo ed emotivo, trasmette una sensazione di sicurezza.
Che cos'è il "premio dell'altezza"?
È un fenomeno individuato dagli economisti: i dati mostrano che le persone più alte tendono ad avere redditi mediamente più elevati nel corso della vita, spesso perché conseguono più titoli di studio e ricoprono più ruoli dirigenziali.
Qual è la differenza di altezza ideale in una coppia?
Le statistiche indicano che molte donne si sentono più soddisfatte e al sicuro quando il partner è più alto di circa venti centimetri. Resta però una media: la felicità di coppia non si misura in centimetri.
Avere un "tipo" fisico significa essere superficiali?
No. Preferire certe caratteristiche fisiche non vuol dire ignorare tutto il resto di una persona. È un istinto naturale e legittimo, per cui non c'è alcun bisogno di giustificarsi.











