Non parliamo della vitamina C, e nemmeno della D. Parliamo della colina, una sostanza essenziale che moltissime persone non hanno mai sentito nominare, eppure da lei dipendono il funzionamento del cervello, del sistema nervoso e persino dell'equilibrio ormonale.
La particolarità della colina è che il nostro corpo riesce a produrne una piccola quantità da solo, nel fegato. Ma quella quantità, da sola, non basta per il fabbisogno quotidiano. Proprio per questo la scienza della nutrizione la considera essenziale, cioè da integrare obbligatoriamente attraverso l'alimentazione, esattamente come alcune vitamine.
Eppure, mentre delle vitamine del gruppo B o degli omega-3 sentiamo parlare continuamente, la colina è rimasta fuori dai radar. E questo, come vedremo, è un piccolo paradosso.
Perché senza colina la membrana cellulare non funziona
Il ruolo più importante della colina è quello di fornire la materia prima per un fosfolipide chiamato fosfatidilcolina. Non è un dettaglio da poco: questa molecola è uno dei principali mattoni delle membrane cellulari, quelle che avvolgono e proteggono ogni singola cellula del nostro corpo.
Quando la composizione fosfolipidica della membrana non è quella giusta, la cellula diventa meno flessibile, comunica con più difficoltà con le cellule vicine e persino il passaggio di nutrienti e stimoli può rallentare.
Nel caso delle cellule cerebrali, questo è un punto particolarmente delicato. Anche il rivestimento dei neuroni, la guaina mielinica, è costruito con fosfolipidi, e senza di essi la trasmissione degli impulsi nervosi rallenta. Non è un caso che gran parte degli studi sulla colina si concentri sulla funzione cerebrale, sulla memoria e sulle capacità cognitive.
L'acetilcolina, quella di cui si parla ancora meno
L'altro ruolo chiave della colina è che da essa si sintetizza l'acetilcolina, un neurotrasmettitore responsabile della memoria, della capacità di apprendimento e della connessione tra muscoli e nervi.
Istituti di ricerca statunitensi, tra cui i National Institutes of Health (NIH), segnalano che una carenza di colina potrebbe essere associata a difficoltà di concentrazione e a stanchezza, anche se la ricerca su questo tema è ancora in corso e non è il caso di trarne conclusioni mediche affrettate.
Le nostre membrane cellulari sono come i muri di una casa: se il materiale da costruzione manca, anche il mobile più bello all'interno non serve a nulla.
Il legame tra tiroide e sistema nervoso
Il rapporto tra il funzionamento della tiroide e la colina non è lineare, ma non è nemmeno trascurabile. La produzione degli ormoni tiroidei e la gestione dell'energia a livello cellulare sono strettamente intrecciate con la salute delle membrane, dato che ogni sintesi e trasporto ormonale avviene attraverso di esse.
Se la costruzione delle membrane si inceppa a causa di una carenza di fosfolipidi, questo può influire anche sulla messa a punto della trasmissione dei segnali ormonali, anche se questo legame non è così evidente come il ruolo dello iodio o del selenio.
Dove trovarla nella vita di tutti i giorni
Tra le fonti più conosciute di colina ci sono il tuorlo d'uovo, il fegato, il pesce e alcuni legumi, come la soia. Anche l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha definito valori di assunzione raccomandati per la colina, un segnale del fatto che gli organismi scientifici prendono sul serio il ruolo di questo nutriente, anche se il grande pubblico ne è meno consapevole.
Nella pratica, molte persone non assumono abbastanza colina proprio perché evitano uova e frattaglie per via del colesterolo, senza sapere quale altra funzione fondamentale svolgano questi alimenti.
Questa contraddizione è una delle ragioni per cui la carenza di colina può restare silenziosa, senza sintomi evidenti, oppure manifestarsi solo sotto forma di lieve stanchezza e difficoltà di concentrazione.
Perché è rimasta fuori dalla nostra consapevolezza
Per molto tempo la colina è stata classificata nella letteratura scientifica come parte del gruppo delle vitamine B, per poi diventare un nutriente essenziale a sé stante con l'avanzare della ricerca. Questo cambio di categoria ha contribuito di per sé a far percepire meno la sua importanza, perché non aveva un posto proprio e ben riconoscibile nelle tabelle vitaminiche.
Mentre il magnesio o la vitamina D sono ormai diventati concetti quasi di uso quotidiano, la colina resta ancora sullo sfondo, nonostante svolga un ruolo altrettanto fondamentale a livello delle nostre cellule.
Che cos'è esattamente la colina?
È un nutriente essenziale che il corpo produce solo in piccole quantità nel fegato, motivo per cui va integrato con l'alimentazione. È indispensabile per costruire le membrane cellulari e per il funzionamento del sistema nervoso.
In quali alimenti si trova la colina?
Le fonti più note sono il tuorlo d'uovo, il fegato, il pesce e alcuni legumi come la soia. Sono proprio alimenti che molti tendono a evitare per timore del colesterolo.
Quali segnali possono indicare una carenza di colina?
Secondo gli istituti di ricerca citati, una carenza potrebbe associarsi a difficoltà di concentrazione e a stanchezza. La ricerca è però ancora in corso e non è il caso di trarne conclusioni mediche affrettate.
Perché la colina è così poco conosciuta?
Per lungo tempo è stata considerata parte del gruppo delle vitamine B, per poi diventare un nutriente essenziale a sé. Questo cambio di categoria ha fatto sì che non avesse un posto riconoscibile nelle tabelle vitaminiche, restando così nell'ombra.











