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“In inverno spesso cadevano 1-2 metri di neve” - Cosa mi hanno insegnato i miei Natali da bambino e da adulto?

Szabó Erzsébet4 min di lettura
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“In inverno spesso cadevano 1-2 metri di neve” - Cosa mi hanno insegnato i miei Natali da bambino e da adulto? — Famiglia
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È affascinante guardare indietro e vedere come il Natale abbia avuto un significato diverso in ogni fase della mia vita. Da quella meraviglia infantile, passando per la ribellione adolescenziale, fino a diventare responsabilità da adulto e infine consapevolezza e gratitudine.

Una cosa che queste feste mi hanno insegnato con certezza è che nessun Natale è uguale all’altro e che nulla va dato per scontato.

I Natali della mia infanzia: quando il Natale era magia

Tra i miei primi ricordi c’è una Barbie gialla, ricevuta a 4-5 anni, che mi ha regalato una gioia pura che ancora sento. Da bambino, il Natale era soprattutto regali, magia, stare insieme e la sensazione di un caldo abbraccio familiare.

Gli inverni erano freddi, e nel Bakony spesso cadevano 1-2 metri di neve, così papà ci portava regolarmente a slittare o a scivolare sul ghiaccio. Al ritorno, come per magia, ci aspettava l’albero addobbato e quell’emozione unica nel vedere i pacchetti.

Ricordo anche che i miei genitori provarono a farci sedere a tavola per cena con la regola “apriamo i regali solo dopo”, ma credo che in un solo Natale capirono che con due bambini era impossibile.

Oggi so che quelle sensazioni – calore, sicurezza, spensieratezza – significano molto più dei regali stessi. Cerco di trasmettere questo anche a mia figlia, pur consapevole che per un bambino è naturale che il regalo sia al centro. Non è egoismo, è semplicemente l’ordine naturale del mondo infantile.

Giovani che piantano un abete

Quando gli amici sono diventati il centro e le tradizioni si sono incrinate

Da adolescente il Natale è passato in secondo piano, lasciando spazio alle vacanze invernali, al tempo con gli amici e all’eccitazione del Capodanno. Il Natale sembrava solo una tappa verso un periodo di libertà e riposo.

Questa sensazione si è intensificata dopo il divorzio dei miei genitori. Mia madre cercava di ricreare l’atmosfera di casa, ma non era più la stessa. All’epoca l’ho vissuto come mancanza e tristezza, ma col senno di poi ho capito quanto fosse importante: nulla è permanente. Può succedere qualcosa che ti fa capire che “un Natale non sarà mai più come prima”.

Forse da lì nasce in me il bisogno e la comprensione della gratitudine: nessun giorno insieme va dato per scontato.

Sull’orlo dell’età adulta: non sapevo dove appartenere

Da giovane adulto, con un po’ di autonomia ma ancora legato a casa, i Natali spesso mi sembravano vuoti, anche se tutto sembrava uguale. Sentivo di non appartenere completamente né alla famiglia del mio ragazzo né alla mia. Era come se fossi sospeso tra due mondi, senza un vero legame con nessuno.

Guardando indietro, è stato il periodo in cui il Natale ha perso definitivamente le sue sicurezze infantili e per un po’ non ha dato né gioia né conforto.

Primo piano di una madre che accende una candela durante la cena della Vigilia di Natale. Canon R5

I primi Natali passati in due

Quando sono uscita di casa definitivamente e abbiamo passato i primi Natali da soli, tutto è cambiato. Questi Natali riflettevano la spensieratezza della giovinezza, con tanti amici, feste e libertà – anche se solo col tempo ho capito quanto fossero preziosi.

Dopo la romantica Vigilia, uscivamo spesso al pub dove andavano tutti i nostri conoscenti, e non importava se fosse Natale o un sabato sera. Ogni serata era un’occasione speciale per stare insieme e divertirsi. Non contava più la magia del Natale o le tradizioni, ma le esperienze e il divertimento.

Con la nascita della famiglia tutto è cambiato dentro di noi

Il focus non era più su cosa ricevevo, né su cosa vivevo, ma su cosa potevo dare: esperienze, calore, magia, ricordi… I primi Natali da mamma sono stati dedicati a costruire per mia figlia ricordi e punti di riferimento solidi come quelli che ho avuto io da bambina.

In questo periodo la forza dell’unione familiare è diventata ancora più evidente, soprattutto perché il lavoro all’estero spesso ci separava. A volte il Natale era praticamente un solo giorno, o era già offuscato dalla consapevolezza che presto ci saremmo dovuti separare di nuovo. Quegli anni mi hanno insegnato quanto il tempo sia fragile e quanto conti come viviamo i momenti insieme.

La lezione di quest’anno

Le feste di quest’anno saranno particolarmente importanti per noi. Entrambi abbiamo affrontato un intervento chirurgico (uno del tutto inaspettato), senza contare i momenti difficili e il lutto. Questi eventi ci hanno ricordato quanto siano preziosi e fragili la salute e la vita.

Abbiamo dovuto ricordarci che nulla è garantito: né la salute, né l’equilibrio quotidiano, né il tempo passato insieme. Per questo sento ancora più forte l’importanza di apprezzare ogni giorno e partecipare attivamente alla nostra vita. Le esperienze che creiamo oggi potrebbero diventare domani insostituibili.

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