Spostare la cena a piccoli passi
Nelle famiglie con bambini il pasto è il vero orologio della giornata, più del letto. Se fino a ieri si cenava alle sette e mezza e adesso tutti hanno fame alle sei e mezza, non serve resistere con eroismo fino all'orario "giusto": porta la cena quindici minuti più tardi ogni giorno, e in tre o quattro sere sei tornato dove volevi. Nel frattempo, uno spuntino piccolo e concreto a metà pomeriggio, pane e formaggio, frutta, yogurt, evita la fame nervosa che fa litigare tutti prima ancora di sedersi a tavola. Lo stesso vale per la colazione: se qualcuno si sveglia prestissimo e aspetta un'ora davanti alla porta della cucina, meglio anticipare un po' il primo pasto che trascinarlo esausto fino all'orario abituale.
Il buio alle cinque e il crollo del pomeriggio
La parte più faticosa di questo periodo non è la notte, è il tardo pomeriggio. Si esce da scuola o dall'ufficio e sembra già sera, e il tempo tra le cinque e le sette diventa un buco pieno di schermi e di irritazione. Funziona bene dare a quelle due ore una forma fissa: una mezz'ora fuori comunque, anche solo per girare l'isolato o portare giù il cane, poi un'attività sul tavolo della cucina con una luce calda accesa, infine la cena. Per gli adulti vale lo stesso principio: spostare la camminata o l'allenamento all'ora di pranzo invece che al dopo lavoro, in questa stagione, spesso è l'unico modo per vedere la luce del giorno nei giorni infrasettimanali.






