Anche l'umore fa il cambio di stagione
Nei giorni successivi al passaggio molte persone si sentono più lente, più suscettibili, con meno voglia di uscire. È una reazione comune al combinarsi di meno luce, freddo e giornate corte, e di solito si attenua quando il ritmo si riassesta. Vale però la pena non liquidarla come pigrizia: se la stanchezza, la tristezza o i problemi di sonno durano a lungo e pesano sulla vita quotidiana, parlarne con il medico di famiglia o con un professionista è la scelta più sensata, non un eccesso di attenzione verso se stessi.
Quanti giorni servono per abituarsi al nuovo orario?
Per la maggior parte degli adulti bastano pochi giorni, perché spostarsi indietro di un'ora è più facile che spostarsi avanti: in pratica si dorme un po' prima e ci si sveglia un po' prima. Nei bambini piccoli e nelle persone con un sonno già fragile il riassestamento può richiedere una settimana o poco più, e procede meglio se gli orari dei pasti e della sera restano costanti invece di cambiare ogni giorno.
I bambini si svegliano un'ora prima: cosa posso fare?
Nei primi giorni, invece di rimandarli a letto, anticipa leggermente tutto il programma della giornata e poi ritardalo di un quarto d'ora alla volta fino a tornare agli orari abituali. Aiuta anche oscurare bene la camera, perché un filo di luce al mattino tiene sveglio un bambino che si sarebbe riaddormentato, e lasciare accanto al letto un libro o un gioco silenzioso da usare finché non suona la sveglia della famiglia.









