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“Pensavi che fossero tua madre o tuo marito a farti arrabbiare di più, poi è arrivato il bambino.” - Cose che ogni genitore sente ma ha paura di ammettere

Szőke Angéla3 min di lettura
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“Pensavi che fossero tua madre o tuo marito a farti arrabbiare di più, poi è arrivato il bambino.” - Cose che ogni genitore sente ma ha paura di ammettere — Famiglia
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Ci sono giorni in cui l’unico obiettivo è sopravvivere. Essere genitori non è facile, soprattutto se non parliamo delle difficoltà.

Amore e piacere

Amare tuo figlio non significa necessariamente goderti ogni momento della maternità, ed è del tutto normale. Ci sono giorni belli e altri in cui l’unico obiettivo è sopravvivere. A volte cuciniamo la cena e la mangiamo insieme, chiacchierando come nei film (anche se succede raramente, almeno da noi), altre volte lascio perdere e non mi importa se mangiano solo cereali prima di dormire, l’importante è che anch’io possa finalmente sdraiarmi a letto. E va bene così.

Regolazione emotiva

Sapevo che essere mamma non sarebbe stato facile, ma non immaginavo così tanto. Pochi lo ammettono, ma questa consapevolezza riguarda ogni neogenitore. L’educazione dei figli richiede non solo infinita pazienza, ma anche una rigorosa autocontrollo, cioè un costante monitoraggio del nostro comportamento e delle nostre reazioni emotive. (In parole povere, è il tentativo di non esplodere e urlare con i bambini.) Regolare le emozioni non è semplice, soprattutto quando un piccolo esserino mette continuamente alla prova i tuoi limiti.

Madre e figlia ridono insieme

La psicologia del giudizio

Nessuno ti prepara a quanto gli altri genitori possano essere giudicanti. Ogni donna crede ingenuamente di trovare alleate nelle altre madri, ma poi rimane sorpresa nel ricevere da loro le critiche più dure, l’atteggiamento più altezzoso e gli sguardi più taglienti. Se succede, ricorda che quel comportamento nasce dall’insicurezza personale dell’altra persona e in realtà non è rivolto a te. Ogni genitore è pieno di dubbi, qualunque immagine mostri all’esterno.

Trigger

I bambini scatenano in te reazioni emotive mai provate prima. Pensavi che fossero tua madre, tuo fratello o tuo marito a farti arrabbiare di più, poi è arrivato il bambino, che con una parola, un gesto o uno sguardo può far salire la tua pressione a oltre 200 in un attimo. Non colpevolizzarti: non sei una mamma nervosa, è che il piccolo risveglia senza pietà i traumi della nostra infanzia come nessun altro. Non se ne parla abbastanza, ma essere genitori è come una terapia d’esposizione intensa – un confronto diretto – e la cosa bella è che non devi nemmeno pagarla, evviva!

Egoismo sano

Solo perché hai un figlio, non smetti di essere una persona. Se desideri un po’ di spazio o tempo libero per te stessa, non significa che sei egoista. Ogni mamma ha bisogno di incontrare gli amici, andare dal parrucchiere o fare un trattamento piacevole, fare sport o dedicarsi a un hobby quando ne ha voglia. Essere genitori non significa che la maternità debba diventare la tua unica identità, perché per quanto dica la propaganda della super mamma, non è sano.

Bambina che ride con la bocca piena

Perdonati

Sii più gentile con te stessa, perché qualunque cosa pensi, stai facendo molto meglio di quanto credi. Già il fatto che tu stia leggendo queste righe dimostra che vuoi essere una buona mamma. Anche nei giorni in cui pensi di non farcela. Non farti ingannare dalla perfezione apparente degli altri genitori e non sentirti in colpa se non sei come loro, credimi: anche loro non sono così spensierati come sembrano. Recentemente a una festa premaman ho ammirato in silenzio una mamma di quattro figli, che sembrava felice e organizzata. Quando gliel’ho detto ha riso e mi ha confessato che, dopo quattro bambini, non sa ancora bene cosa fare o come crescere i figli, e quella mattina aveva pianto nascosta in dispensa per cinque minuti. Ogni mamma lotta con le stesse difficoltà, tranquilla: non sei sola.

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