Bien Logo

Perché avere trent'anni oggi è molto più difficile di quanto lo fosse per i nostri genitori

Farkas Izabella3 min di lettura
Condividi:
Perché avere trent'anni oggi è molto più difficile di quanto lo fosse per i nostri genitori — Famiglia
In questo articolo

Quando i miei genitori avevano trent'anni, vivevano già da tempo in una casa di proprietà e crescevano due figli. Ricordo che ripetevano spesso quanto fosse diverso essere giovani ai loro tempi. Da bambina non ci facevo troppo caso, ma ora che ho superato anch'io i trenta, sento sempre più forte che qualcosa è cambiato.

Guardo la mia situazione e mi chiedo perché ho la sensazione che per noi sia molto più complicato di quanto lo fosse per loro.

La casa di proprietà resta solo un sogno

Partiamo da un dato di fatto: il contesto economico è cambiato radicalmente negli ultimi decenni. Per molti di noi trentenni, la sfida più grande è proprio il mercato immobiliare.

Oggi comprare casa sembra un traguardo irraggiungibile per tanti giovani. I prezzi sono alle stelle e persino chi ha un lavoro ben retribuito si ritrova spesso in difficoltà quando si parla di mutuo.

Una ricerca internazionale ci offre un dato interessante: la generazione dei trentenni di oggi mette su famiglia più tardi rispetto ai nostri genitori.

Parte del motivo è che costruire una carriera richiede molto più tempo nel mercato del lavoro competitivo di oggi. Le aspettative sono più alte e, dopo l'università, non è raro accumulare più stage prima di trovare un impiego stabile. L'impegno professionale e la pressione economica sono spesso la causa per cui si rimanda il momento di avere figli.

Anche il progresso tecnologico ha un doppio effetto su di noi

Da un lato ci apre le porte del mondo: possiamo lavorare ovunque e abbiamo accesso a infinite opportunità online. Dall'altro, però, significa reperibilità e connessione costanti, che lasciano meno spazio per staccare davvero la spina o ritrovare il nostro equilibrio interiore.

Sono cambiate anche le aspettative sociali. Se nella generazione dei nostri genitori il matrimonio e la scelta di avere figli erano un obiettivo di vita quasi obbligato, oggi abbiamo molte più possibilità di scelta. Ma con esse arriva anche più pressione: quella di vivere la vita nel modo "giusto".

Su tutto pesa un'aspettativa particolare, quella dell'autorealizzazione e della carriera, che spesso entra in conflitto con il modello familiare tradizionale.

La strada davanti a noi è piena di sfide e di lezioni da imparare. Forse la più importante è smettere di confrontarci con i nostri genitori. Il tempo è cambiato, il mondo è cambiato, e per ognuno di noi c'è un cammino diverso.

Perché oggi è più difficile comprare casa a trent'anni?

I prezzi degli immobili sono cresciuti enormemente, tanto che anche chi ha un buon stipendio fatica ad accedere a un mutuo. Per questo molti trentenni si orientano verso l'affitto, che però comporta comunque costi elevati.

Perché oggi si mette su famiglia più tardi?

Costruire una carriera richiede più tempo in un mercato del lavoro molto competitivo, spesso fatto di stage prima di un impiego stabile. L'impegno professionale e la pressione economica portano a rimandare la scelta di avere figli.

La tecnologia aiuta o complica la vita dei trentenni?

Entrambe le cose. Offre libertà e opportunità di lavoro ovunque, ma impone anche reperibilità e connessione continue, lasciando meno spazio per staccare e ritrovare l'equilibrio.

Ha senso confrontarsi con la generazione dei nostri genitori?

Secondo l'articolo, no. Il tempo e il mondo sono cambiati profondamente, e ognuno di noi ha davanti un percorso diverso da quello dei propri genitori.

Solo su Bienvibe

Originale

Letture correlate

3 modi di lodare i figli che costruiscono vera autostima (senza parlare di voti o risultati) — Famiglia

3 modi di lodare i figli che costruiscono vera autostima (senza parlare di voti o risultati)

Lodare lo sforzo, la perseveranza e il carattere costruisce un'autostima più solida di qualsiasi voto alto. Ecco come farlo ogni giorno in modo concreto.

Farkas Izabella
Il "bambino di vetro": perché il fratello "senza problemi" porta ferite invisibili — Famiglia

Il "bambino di vetro": perché il fratello "senza problemi" porta ferite invisibili

Sembra forte, affidabile, facile da gestire. Eppure il "bambino di vetro" cresce portando un dolore che nessuno ha mai visto davvero.

Farkas Izabella
Burnout genitoriale: i 3 segnali che non vanno più ignorati — Famiglia

Burnout genitoriale: i 3 segnali che non vanno più ignorati

Il burnout genitoriale non è una semplice stanchezza da notte insonne. Ecco i 3 segnali che, secondo i ricercatori, chiedono l'aiuto di uno specialista.

Farkas Izabella
"Finalmente mia figlia se n'è andata e ho sentito un sollievo enorme" — ecco perché non devi sentirti in colpa — Famiglia

"Finalmente mia figlia se n'è andata e ho sentito un sollievo enorme" — ecco perché non devi sentirti in colpa

A volte ogni genitore ha bisogno di silenzio. Sentire sollievo quando tuo figlio non è in casa non significa amarlo di meno — e non sei sola.

Váradi Petra
Nonni, non dite mai queste cose ai vostri nipoti – fanno più male di quanto pensiate — Famiglia

Nonni, non dite mai queste cose ai vostri nipoti – fanno più male di quanto pensiate

A volte lo fanno per amore, convinti che un piccolo confronto possa motivare. Ma quelle parole restano impresse per anni — e cambiano il modo in cui un bambino vede se stesso.

Váradi Petra
"Credevo che mia madre non mi amasse" – solo anni dopo ho capito perché mi aveva mandata via di casa — Famiglia

"Credevo che mia madre non mi amasse" – solo anni dopo ho capito perché mi aveva mandata via di casa

A otto anni credevo di essere stata punita. Solo da adulta ho scoperto la verità: mia madre mi aveva mandata via per proteggermi da qualcosa che non avrei dovuto vedere.

Váradi Petra