Torna dalla porta piccola, non da quella grande
L'errore classico è ripartire dal punto in cui ti eri fermata. Chi correva dieci chilometri rimette le scarpe e prova a farne dieci, si distrugge le ginocchia e conclude che ormai non è più in grado. Chi suonava discretamente riapre lo spartito più difficile che aveva in repertorio. Il ritorno ha bisogno di una versione ridotta, quasi imbarazzante nella sua facilità: venti minuti, una scala, due pagine, un giro dell'isolato.
Funziona anche abbassare le condizioni di ingresso. Se per dipingere devi montare il cavalletto, stendere il telo e preparare la tavolozza, non dipingerai mai. Tieni un quaderno e tre matite su un tavolo che attraversi ogni giorno. La distanza tra l'intenzione e il gesto va accorciata fisicamente, non con la forza di volontà.
Gli altri noteranno meno di quanto temi
Molte di noi non ricominciano per una ragione sociale: l'idea di essere viste mentre si è impacciate. Se hai smesso di ballare a vent'anni, rientrare in una sala a quaranta significa esporsi a uno specchio e a un gruppo. Vale la pena ricordare che in quella sala quasi tutti stanno guardando se stessi, e che le persone che ti conoscono si accorgono molto più del tuo umore che dei tuoi progressi tecnici.




