Le decisioni si accumulano velocemente e presto ci ritroviamo con la mente in fermento: valutiamo, rivalutiamo e immaginiamo ogni possibile esito. Quando troppe opzioni competono per la nostra attenzione, è facile cadere nell’overthinking, nel dubbio su noi stessi o nel senso di colpa per una scelta sbagliata. Gli esperti suggeriscono che, in certi casi, concentrarsi sul progresso invece che sulla perfezione e applicare la strategia decisionale chiamata “abbastanza buona”, ovvero il satisficing, può alleggerire il carico mentale e aiutarti ad andare avanti con più sicurezza.
Cos’è il satisficing?
Quando le decisioni sembrano schiaccianti, il satisficing può aiutarti a ridurre l’overthinking e lo stress. È un approccio che punta a scegliere un’opzione che soddisfi le tue esigenze, senza sprecare tempo ed energie a cercare la soluzione perfetta.
“Quando ci concentriamo solo sulla scelta migliore, spesso emerge la paura (di rimpianti o errori), che può bloccare la capacità decisionale”, spiega Chloë Bean, terapeuta familiare e di coppia.
Il satisficing invece pone una domanda più gentile: cos’è che funziona per me adesso? Questo cambio di prospettiva ti aiuta a procedere con calma e chiarezza, evitando di rimanere intrappolato nella pressione interna ed esterna che alimenta l’overthinking.

Perché le decisioni ci sembrano così opprimenti?
Troppe opzioni possono sovraccaricare il sistema nervoso e far “congelare” il cervello.
“La scelta smette di essere liberatoria e diventa rischiosa, come se ogni decisione potesse portare a fallimenti, delusioni o tradimenti”, spiega Bean.
Per chi ha tendenze perfezioniste, desidera piacere a tutti o ha vissuto relazioni tossiche, molte opzioni possono sembrare una trappola senza via d’uscita. In questi casi il cervello si mette in modalità difensiva, dando priorità a evitare il pericolo anziché avanzare. Le decisioni legate all’identità, alla responsabilità o a come gli altri ci vedono diventano particolarmente difficili. Chi è cresciuto nel ruolo di persona responsabile, premurosa o perfezionista sente un peso extra, che alimenta il rimuginare.

Come lo stress complica le decisioni?
In momenti di stress, come durante un burnout o sotto pressione prolungata, il sistema nervoso passa in modalità sopravvivenza. La creatività si riduce e la capacità mentale si restringe. Il cervello si concentra più sull’evitare errori che sull’agire, rischiando un blocco totale.
“L’overthinking e l’incapacità di decidere sono in realtà reazioni di difesa: il corpo segnala che non è ancora sicuro procedere”, spiega Bean.
Lo stress riduce anche la memoria di lavoro, rendendo più difficile valutare più opzioni contemporaneamente o accettare che esistano diverse soluzioni valide.

Come aiuta la decisione “abbastanza buona”?
Il perfezionismo tiene la mente in costante allerta: valutiamo, ripensiamo, immaginiamo alternative e ci mettiamo in dubbio. Questo sovraccarica rapidamente la mente. Il satisficing invece ti invita a rispettare la tua capacità e i tuoi bisogni, a spendere meno energia nel confronto e a fermarti quando raggiungi il livello “abbastanza buono”.
“Con il perfezionismo non siamo consapevoli del nostro tempo e dei nostri limiti. Con il satisficing scegliamo ciò che conta davvero. A volte serve eccellenza, altre volte basta che sia fatto”, spiega Anne Welsh, psicologa clinica.
Questo approccio interrompe anche il rimuginare. Le decisioni aperte alimentano i pensieri “e se…”, mentre quelle “abbastanza buone” offrono una chiusura reale, fondamentale per fermare il loop mentale.

In cosa l’impatto emotivo è diverso dal perfezionismo?
Il perfezionismo promette risultati migliori, ma spesso a caro prezzo emotivo. Trasforma ogni scelta in una questione di vita o di morte, mantenendo uno stato di allerta costante. Il satisficing, invece, normalizza limiti e compromessi, riducendo lo stress. Anche il rimpianto funziona diversamente: molti pensano che il perfezionismo lo eviti, ma in realtà i perfezionisti spesso provano più rimpianti perché nulla è mai perfetto. Chi sceglie “abbastanza bene” rimugina meno, perché decide consapevolmente in linea con i propri valori.

Per quali decisioni è ideale l’approccio “abbastanza buono”?
Il satisficing funziona particolarmente bene quando ci sono molte soluzioni accettabili e il costo dell’overthinking supera il beneficio della scelta perfetta. Per esempio, cosa indossare la mattina o come rispondere a un’email. Un abbigliamento comodo o una risposta chiara e rispettosa sono spesso più che sufficienti; riscrivere continuamente aggiunge solo stress.

Come evitare l’overthinking dopo una decisione “abbastanza buona”?
All’inizio può sembrare strano accettare una soluzione non perfetta. Per questo è utile partire in piccolo. Definisci in anticipo cosa significa per te “abbastanza buono” e, una volta raggiunto, smetti di cercare. Dopo la decisione, sposta consapevolmente l’attenzione altrove e considera la situazione chiusa: questo aiuta a resistere alla tentazione di riaprire la questione.
L’approccio “abbastanza buono” non significa arrendersi, ma proteggere la tua energia mentale.
Questa protezione porta a lungo termine a maggiore concentrazione, equilibrio emotivo e chiarezza mentale, molto più utili della ricerca di una perfezione irraggiungibile.











