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Secondo i terapeuti, così l’approccio “abbastanza buono” ti aiuta a liberarti dell’overthinking

Margherita Lupo4 min di lettura
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Secondo i terapeuti, così l’approccio “abbastanza buono” ti aiuta a liberarti dell’overthinking — Salute
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Le decisioni si accumulano velocemente e presto ci ritroviamo con la mente in fermento: valutiamo, rivalutiamo e immaginiamo ogni possibile esito. Quando troppe opzioni competono per la nostra attenzione, è facile cadere nell’overthinking, nel dubbio su noi stessi o nel senso di colpa per una scelta sbagliata. Gli esperti suggeriscono che, in certi casi, concentrarsi sul progresso invece che sulla perfezione e applicare la strategia decisionale chiamata “abbastanza buona”, ovvero il satisficing, può alleggerire il carico mentale e aiutarti ad andare avanti con più sicurezza.

Cos’è il satisficing?

Quando le decisioni sembrano schiaccianti, il satisficing può aiutarti a ridurre l’overthinking e lo stress. È un approccio che punta a scegliere un’opzione che soddisfi le tue esigenze, senza sprecare tempo ed energie a cercare la soluzione perfetta.

“Quando ci concentriamo solo sulla scelta migliore, spesso emerge la paura (di rimpianti o errori), che può bloccare la capacità decisionale”, spiega Chloë Bean, terapeuta familiare e di coppia.

Il satisficing invece pone una domanda più gentile: cos’è che funziona per me adesso? Questo cambio di prospettiva ti aiuta a procedere con calma e chiarezza, evitando di rimanere intrappolato nella pressione interna ed esterna che alimenta l’overthinking.

Donna che sale le scale

Perché le decisioni ci sembrano così opprimenti?

Troppe opzioni possono sovraccaricare il sistema nervoso e far “congelare” il cervello.

“La scelta smette di essere liberatoria e diventa rischiosa, come se ogni decisione potesse portare a fallimenti, delusioni o tradimenti”, spiega Bean.

Per chi ha tendenze perfezioniste, desidera piacere a tutti o ha vissuto relazioni tossiche, molte opzioni possono sembrare una trappola senza via d’uscita. In questi casi il cervello si mette in modalità difensiva, dando priorità a evitare il pericolo anziché avanzare. Le decisioni legate all’identità, alla responsabilità o a come gli altri ci vedono diventano particolarmente difficili. Chi è cresciuto nel ruolo di persona responsabile, premurosa o perfezionista sente un peso extra, che alimenta il rimuginare.

Donna che si guarda allo specchio

Come lo stress complica le decisioni?

In momenti di stress, come durante un burnout o sotto pressione prolungata, il sistema nervoso passa in modalità sopravvivenza. La creatività si riduce e la capacità mentale si restringe. Il cervello si concentra più sull’evitare errori che sull’agire, rischiando un blocco totale.

“L’overthinking e l’incapacità di decidere sono in realtà reazioni di difesa: il corpo segnala che non è ancora sicuro procedere”, spiega Bean.

Lo stress riduce anche la memoria di lavoro, rendendo più difficile valutare più opzioni contemporaneamente o accettare che esistano diverse soluzioni valide.

Donna che lavora al laptop

Come aiuta la decisione “abbastanza buona”?

Il perfezionismo tiene la mente in costante allerta: valutiamo, ripensiamo, immaginiamo alternative e ci mettiamo in dubbio. Questo sovraccarica rapidamente la mente. Il satisficing invece ti invita a rispettare la tua capacità e i tuoi bisogni, a spendere meno energia nel confronto e a fermarti quando raggiungi il livello “abbastanza buono”.

“Con il perfezionismo non siamo consapevoli del nostro tempo e dei nostri limiti. Con il satisficing scegliamo ciò che conta davvero. A volte serve eccellenza, altre volte basta che sia fatto”, spiega Anne Welsh, psicologa clinica.

Questo approccio interrompe anche il rimuginare. Le decisioni aperte alimentano i pensieri “e se…”, mentre quelle “abbastanza buone” offrono una chiusura reale, fondamentale per fermare il loop mentale.

Donna che strappa fogli e li tiene in aria

In cosa l’impatto emotivo è diverso dal perfezionismo?

Il perfezionismo promette risultati migliori, ma spesso a caro prezzo emotivo. Trasforma ogni scelta in una questione di vita o di morte, mantenendo uno stato di allerta costante. Il satisficing, invece, normalizza limiti e compromessi, riducendo lo stress. Anche il rimpianto funziona diversamente: molti pensano che il perfezionismo lo eviti, ma in realtà i perfezionisti spesso provano più rimpianti perché nulla è mai perfetto. Chi sceglie “abbastanza bene” rimugina meno, perché decide consapevolmente in linea con i propri valori.

Ritratto di giovane donna sorridente

Per quali decisioni è ideale l’approccio “abbastanza buono”?

Il satisficing funziona particolarmente bene quando ci sono molte soluzioni accettabili e il costo dell’overthinking supera il beneficio della scelta perfetta. Per esempio, cosa indossare la mattina o come rispondere a un’email. Un abbigliamento comodo o una risposta chiara e rispettosa sono spesso più che sufficienti; riscrivere continuamente aggiunge solo stress.

Donna che abbraccia cartelle

Come evitare l’overthinking dopo una decisione “abbastanza buona”?

All’inizio può sembrare strano accettare una soluzione non perfetta. Per questo è utile partire in piccolo. Definisci in anticipo cosa significa per te “abbastanza buono” e, una volta raggiunto, smetti di cercare. Dopo la decisione, sposta consapevolmente l’attenzione altrove e considera la situazione chiusa: questo aiuta a resistere alla tentazione di riaprire la questione.

L’approccio “abbastanza buono” non significa arrendersi, ma proteggere la tua energia mentale.

Questa protezione porta a lungo termine a maggiore concentrazione, equilibrio emotivo e chiarezza mentale, molto più utili della ricerca di una perfezione irraggiungibile.

Informazioni sull’autrice

Margherita Lupo

Margherita Lupo scrive di relazioni, famiglia e del clima emotivo silenzioso che dà forma a entrambe. La attirano i temi che altre rubriche saltano — suoceri, cani, l’amicizia diventata strana a trent’anni — e li tratta con la stessa cura dei grandi argomenti.

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