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Babka fatta in casa: il segreto della treccia dolce che tutti fotografano

Szalai Dóra5 min di lettura
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Babka fatta in casa: il segreto della treccia dolce che tutti fotografano — Lifestyle
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C'è qualcosa di ipnotico nel modo in cui, tagliando una babka ben attorcigliata, il cioccolato o il burro alla cannella si rivelano strato dopo strato. Quella spirale marmorizzata non è un caso: è il risultato di una tecnica precisa che, una volta capita, ti conquista per sempre.

Chi si mette a prepararla in casa scopre presto una cosa: non si tratta di una semplice variante del pane dolce, ma di una piccola scienza a sé. E vale la pena impararla.

Cosa rende la babka così speciale

La babka è essenzialmente un impasto lievitato morbido e ricco di burro, che viene steso sottile, farcito, arrotolato e poi tagliato per il lungo e intrecciato su se stesso prima di finire nello stampo. È proprio questa torsione a creare il caratteristico motivo a strati che tutti amano.

Non è pane, non è un classico dolce lievitato, ma qualcosa a metà strada: abbastanza ricca da reggere come dessert, eppure con un impasto elastico e quasi paneggiante.

Il segreto dell'impasto: tempo e pazienza

Un buon impasto per la babka non si può avere fretta. Gli impasti lievitati che contengono burro e uova crescono più lentamente rispetto a quelli semplici del pane, quindi conviene puntare su una lievitazione lunga e a freddo.

Un metodo che funziona sempre è lasciare l'impasto in frigorifero per tutta la notte: non solo approfondisce i sapori, ma grazie al burro freddo la stesura diventa molto più gestibile, senza che tutto si spalmi ovunque sul piano di lavoro.

Attenzione a non lavorare l'impasto con troppa farina secca, altrimenti perde quella consistenza setosa che ricorda la brioche. Meglio lasciarlo un po' più appiccicoso e farlo riposare in frigo finché non diventa lavorabile.

Il ripieno che fa la differenza

Il classico ripieno al cioccolato si prepara con cioccolato fondente fuso, burro e un po' di cacao in polvere, per ottenere una crema densa e spalmabile. Per la versione alla cannella, invece, si mescolano zucchero di canna, cannella e sempre abbondante burro.

Il segreto è che il ripieno sia abbastanza denso da non colare durante la torsione, ma abbastanza morbido da poterlo spalmare facilmente.

Molti aggiungono al ripieno al cioccolato un po' di caffè istantaneo o della scorza d'arancia: elevano delicatamente il gusto senza che il caffè prenda il sopravvento. Chi ama una consistenza più croccante può cospargere noci o nocciole tritate finemente prima di arrotolare l'impasto.

La tecnica della treccia

Dopo aver arrotolato il rotolo farcito, lo si taglia a metà per il lungo, ottenendo due metà con la spirale ben visibile. Queste vanno sovrapposte e poi intrecciate tenendo sempre il lato tagliato e stratificato rivolto verso l'alto. È questo gesto a creare la famosa sezione marmorizzata.

Consigli per la torsione:

  • Prima di tagliarlo, conviene mettere il rotolo qualche minuto in congelatore: così si taglia più facilmente e in modo più pulito.
  • Durante l'intreccio non stringere troppo i fili: lascia un po' d'aria, perché in lievitazione si gonfieranno comunque.
  • Una volta nello stampo, serve ancora una breve lievitazione in un luogo tiepido prima di infornare.

La cottura e la lucidatura sciroppata

La babka si cuoce di solito in uno stampo da plumcake, in forno moderatamente caldo, finché la superficie non diventa di un bel marrone intenso. Poiché il ripieno zuccherato tende a bruciare in fretta, se la parte superiore dovesse scurirsi troppo presto conviene coprirla con la carta stagnola nell'ultima fase.

Appena sfornata, ancora calda, vale la pena spennellarla con un semplice sciroppo di zucchero ottenuto facendo bollire insieme acqua e zucchero. È questo che le dà quella superficie lucida e leggermente appiccicosa che la rende così invitante, oltre a mantenerla morbida più a lungo.

Conservazione e i segni di un buon risultato

In una babka ben riuscita, tagliandola, si distinguono nettamente gli strati di impasto e di ripieno, senza fondersi in una massa pastosa. L'impasto deve risultare morbido e leggermente filante, non secco e sbriciolato.

A temperatura ambiente, ben avvolta e al riparo dall'aria, si conserva per qualche giorno, ma è al suo meglio nel primo giorno dopo la preparazione. Si presta benissimo anche al congelamento: conviene surgelarla a fette, così si tira fuori solo la quantità che si vuole mangiare al momento.

Quanto tempo serve per fare la babka in casa?

La lievitazione è la parte più lunga: molti lasciano l'impasto in frigorifero per tutta la notte, così i sapori si approfondiscono e la stesura diventa più semplice. Dopo la formatura serve ancora una breve lievitazione prima della cottura.

Meglio il ripieno al cioccolato o alla cannella?

Dipende dai gusti. Il cioccolato è il classico più amato, mentre la versione alla cannella con zucchero di canna e burro è altrettanto golosa. In entrambi i casi l'importante è che il ripieno sia denso ma spalmabile.

Perché la mia babka esce secca?

Spesso il problema è troppa farina secca durante la lavorazione, che fa perdere all'impasto la sua consistenza setosa. Meglio lasciarlo un po' più appiccicoso e farlo riposare in frigo finché non diventa lavorabile.

Come si ottiene quella superficie lucida?

Basta spennellare la babka ancora calda con uno sciroppo di acqua e zucchero fatto bollire. Oltre a darle l'aspetto brillante e invitante, la mantiene morbida più a lungo.

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