Ogni anno succede la stessa cosa: a fine ottobre il balcone diventa un piccolo cimitero di vasi stanchi, e la tentazione è spazzare via tutto e rimandare a primavera. Io ci ho messo qualche stagione a capire che il problema non era il freddo, ma la scelta. Le piante che compriamo in piena estate sono fatte per un altro clima; quelle che reggono novembre, dicembre e gennaio esistono, costano poco e chiedono molto meno di quanto crediamo. In questi giorni, complice il gran parlare di verde urbano e di alberi messi a dimora nelle città, ho ricominciato a guardare il mio metro quadro di balcone come a uno spazio che può restare vivo anche adesso.
Cosa resiste davvero al freddo (e cosa fa solo finta)
Le più affidabili sono le piante che in natura passano l'inverno all'aperto alle nostre latitudini. L'erica è la prima a cui penso: compatta, fiorisce quando tutto il resto si ferma, e in un vaso basso crea subito volume. Il ciclamino da esterno regge benissimo le notti fredde, molto meno i caloriferi e le mezze stagioni dentro casa. Le viole e le viole del pensiero sono la scelta più semplice e perdonano quasi tutto: se le pianti fitte, coprono in fretta la terra nuda. Poi ci sono le aromatiche legnose, rosmarino, salvia, timo, che non ti chiedono niente e ti servono in cucina proprio nei mesi in cui si cucina di più.
Per la struttura, cioè per quella parte verde che resta anche senza fiori, funzionano l'edera, le graminacee ornamentali che diventano color paglia e si muovono col vento, e gli arbusti sempreverdi a foglia piccola. Attenzione invece alle piante vendute come "invernali" solo perché fioriscono adesso in serra: le succulente tropicali, molte begonie e le piante a foglia tenera si squagliano alla prima gelata. Se hai un dubbio, la domanda da fare al vivaio è una sola: questa pianta passa l'inverno fuori, in vaso, in questa zona?






