L'oversize a uovo, morbido e arrotondato sui fianchi, è comodissimo e perdona tutto, ma tende ad allargare chi ha spalle strette e fisico minuto: funziona meglio se sotto tieni volumi asciutti e mostri le caviglie. Il doppiopetto lungo è il più strutturato: crea una linea verticale netta ed è l'alleato di chi vuole sembrare più alta, a patto che le spalle cadano al punto giusto. Il teddy in pelo sintetico è caldo e allegro, ma aggiunge volume ovunque: tienilo corto, alla vita o poco sotto, se non vuoi sparirci dentro. Il cammello classico, dritto e pulito, è il più longevo di tutti e il più facile da abbinare al resto del guardaroba. Il cappotto corto, tipo giacca lunga, è perfetto sopra i pantaloni ampi e con gli stivali alti, meno con le gonne a metà polpaccio, dove rischia di spezzare la figura nel punto più largo.
Come capire se un cappotto è fatto bene
Guarda l'etichetta di composizione prima del prezzo. Una percentuale alta di lana, con un po' di altre fibre per la resistenza, scalda e tiene la forma; i tessuti molto leggeri a base di fibre sintetiche costano meno ma si infeltriscono e si deformano sulle maniche dopo pochi mesi. Poi fai tre controlli fisici: strofina delicatamente il tessuto con il palmo e vedi se fa subito pelucchi, controlla che le righe o il disegno combacino sulle cuciture laterali, apri e chiudi i bottoni per sentire se sono cuciti saldi o già ballerini. Infine, guarda la fodera: una fodera che arriva fino in fondo e scivola bene è il segno di un capo pensato per essere indossato davvero, perché te lo fa infilare sopra una giacca senza battaglie.






