Il ripiano da mangiare prima: la mossa che cambia tutto
Se dovessi scegliere una sola abitudine, sceglierei questa: riservare un angolo ben visibile, in genere al centro, agli alimenti aperti o prossimi alla scadenza. Mezza mozzarella, il sugo di domenica, i due pomodori rimasti, la confezione di prosciutto già iniziata. Quando qualcuno apre il frigo e chiede cosa c'è da mangiare, la risposta è lì, non dietro il cartone del latte.
Vale lo stesso principio del supermercato: dopo la spesa, prima di riporre i prodotti nuovi, si spostano avanti quelli vecchi. Richiede un minuto in più, restituisce decine di euro all'anno in cose non buttate. E aiuta a smettere di comprare doppioni, perché si vede davvero cosa c'è.
Contenitori, erbe e le cose che in frigo non andrebbero
I contenitori trasparenti bassi funzionano meglio dei cesti profondi: ciò che non si vede non si mangia. Un contenitore può raccogliere i formaggi, uno le salse aperte, uno i salumi; i cassetti frutta e verdura rendono di più se li si tiene asciutti, perché l'umidità in eccesso accelera il marciume. Le erbe a stelo, come prezzemolo e coriandolo, durano molto di più se messe in un bicchiere con un dito d'acqua e coperte con un sacchetto; il basilico invece soffre il freddo e sta meglio fuori, vicino alla luce.
Fuori dal frigo stanno bene anche patate, cipolle e aglio, che in ambiente freddo e umido germogliano o ammuffiscono, i pomodori, che perdono sapore e consistenza, e le banane, che anneriscono. Il pane in frigo diventa raffermo più in fretta che a temperatura ambiente: meglio il congelatore, a fette, se non si consuma in giornata.






