Da quel momento l'ordine è semplice: si prenotano prima le cose uniche e poco sostituibili, cioè spazio, cerimonia e, se vi stanno a cuore, le persone che fanno un lavoro specifico come chi fotografa o chi cucina. Fiori, carta, abiti e tutto il resto vengono dopo, perché sono facilmente adattabili. E abbiate il coraggio di decidere subito cosa non farete affatto: ogni voce eliminata in partenza vale venti email in meno.
Da dove si comincia davvero?
Si comincia dalla conversazione tra voi due su che tipo di giornata volete e su quanto, realisticamente, siete disposti a impegnarvi in tempo e risorse; subito dopo si fissa il numero approssimativo di invitati, perché senza quello nessun preventivo ha senso. Solo a quel punto si guardano luoghi e date: andare a vedere location prima di avere questi due dati è il modo più sicuro per innamorarsi di qualcosa che non funzionerà.
Come gestiamo le richieste delle famiglie senza litigare?
La regola che salva più matrimoni è questa: ognuno parla con la propria famiglia, sempre, anche quando è scomodo. Chi conosce le persone sa come dirlo, e nessuno dei due finisce per diventare "quello cattivo" agli occhi dei suoceri. Decidete inoltre in anticipo quali sono i due o tre punti su cui siete aperti ad accogliere un desiderio altrui e quali invece restano vostri: quando una richiesta arriva, rispondete con calma e con il noi, non con lunghe giustificazioni, perché le spiegazioni infinite riaprono sempre la trattativa.










