Il plantare: acqua pochissima, spazzola tanta
Il plantare non va bagnato, va inumidito. Passa una spazzola a setole medie asciutta per togliere polvere e residui secchi, poi prepara un panno appena umido con una goccia di sapone neutro e strofina per zone piccole, insistendo sui punti scuri con movimenti circolari. Ripassa con un panno pulito, umido di sola acqua, per togliere il sapone.
Se il rivestimento è scamosciato e si è come lucidato dall'uso, quando è completamente asciutto puoi ravvivarlo con una spazzolina per camoscio, sempre nella stessa direzione. Le macchie unte rispondono bene al talco o all'amido di mais: uno strato generoso, qualche ora di posa, poi via con la spazzola. Per gli odori, un cucchiaio di bicarbonato lasciato sul plantare tutta la notte e aspirato o spazzolato via al mattino funziona meglio di qualsiasi spray profumato, che copre e basta.
Sughero e cinturini: il punto in cui si fanno i danni
Il sughero è la parte più fragile. Non va immerso, non va strofinato con spugnette abrasive e non va lasciato asciugare al sole, che lo secca e lo fa sgretolare. Se è sporco, un panno appena umido è sufficiente; se noti micro-crepe o zone che sembrano polverose al tatto, significa che la sigillatura si è consumata e va ripristinata con un prodotto specifico per sughero, steso in strato sottile su superficie asciutta e pulita.
I cinturini in pelle liscia si puliscono con un panno morbido umido e, quando sono asciutti, si nutrono con una crema per pelle in quantità minima, lucidando con un panno di cotone. Il camoscio e il nabuk non amano l'acqua: prima la gomma per camoscio sulle macchie, poi la spazzola. Il sintetico effetto pelle è il più tollerante: panno umido con sapone neutro e via. Le fibbie metalliche si lucidano con un panno asciutto; se sono opache, un passaggio veloce con un panno leggermente inumidito e poi subito asciugate, per evitare aloni sulla pelle intorno.






