Succede ogni anno intorno a metà settembre: ti guardi allo specchio con la luce del mattino e la pelle non è più quella di agosto. L'abbronzatura si è fatta grigia a chiazze, i pori sembrano più evidenti, il fondotinta si aggrappa a piccole zone ruvide sulle guance e intorno al naso. Non è la tua immaginazione: mesi di sole, sale, cloro e protezioni solari stratificate lasciano uno strato superficiale disordinato, fatto di cellule morte che non si staccano con la stessa regolarità di prima. La soluzione esiste ed è meno drastica di quello che si pensa.
Perché settembre è il mese giusto (e perché non si parte in quarta)
Il sole d'estate ispessisce lievemente lo strato più esterno della pelle come forma di difesa, e allo stesso tempo aumenta il rischio di macchie se si irrita la cute. Per questo settembre è il momento ideale: le giornate si accorciano, l'esposizione diretta cala, la pelle è pronta a essere rimessa in ordine. Ma è anche il momento in cui si commettono più errori, perché la fretta di tornare luminose porta a comprare tre prodotti nuovi e usarli tutti la stessa sera.
Il modo intelligente è riprendere gradualmente, un prodotto alla volta, con almeno una settimana di distanza tra un'introduzione e l'altra. Se hai ancora abbronzatura viva, non è vietato esfoliare, ma conviene iniziare dalle formule più gentili e rimandare di qualche settimana i trattamenti più intensi. E la protezione solare resta, anche in città, anche con il cielo coperto: esfoliare senza proteggersi è il modo più rapido per ritrovarsi con macchie che a novembre ti faranno arrabbiare.






