Chimica, enzimi o granuli: cosa scegliere davvero
Gli acidi AHA, come il glicolico e il lattico, lavorano in superficie e sono i migliori per opacità, grana irregolare e segni lasciati dal sole. Il lattico è il più tollerato, il glicolico il più incisivo. Il BHA, cioè l'acido salicilico, entra nei pori ed è la scelta giusta se in estate hai accumulato punti neri sul naso e sul mento o se noti piccole imperfezioni dopo settimane di crema solare pesante. I PHA sono i più delicati in assoluto e sono un buon punto di partenza per pelli reattive o per chi non ha mai usato un esfoliante chimico.
Gli esfolianti enzimatici, spesso in polvere o in maschera, agiscono in modo morbido e si sciacquano: perfetti come primo passo se hai paura di esagerare. Gli scrub meccanici non sono il diavolo, ma vanno scelti con granuli tondi e usati con mano leggerissima, mai su pelle con brufoli infiammati. Sul corpo invece il meccanico ha ancora senso, soprattutto su gomiti, ginocchia e caviglie, dove la pelle è più spessa e resta squamata dopo il mare.
Come si costruisce una routine che funziona in tre settimane
La prima settimana: detergente delicato, un esfoliante leggero due volte, crema idratante più ricca di quella estiva e protezione solare la mattina. Non aggiungere altro, guarda come reagisce la pelle. La seconda settimana: se tutto è tranquillo, puoi salire a tre applicazioni o passare a una formula un po' più decisa, alternando le sere. La terza settimana: si può reintrodurre eventualmente un retinoide, ma mai la stessa sera dell'acido, e sempre partendo da due volte a settimana.






